Il M° Riccardo Muti e Rosa Feola danno il via ai concerti al Ravenna Festival dopo il lockdown

Un appuntamento di grande portata simbolica, la cui ufficialità sarà sottolineata dalla copertura TV RAI, nel giorno in cui ricorre la festa della musica

SAN NICOLA LA STRADA – L’Italia della musica riparte dopo il lockdown da Ravenna Festival, che si apre domenica 21 giugno 2020 alle ore 21:30 e lo fa in pompa magna con un concerto diretto da Riccardo Muti nell’Arena all’aperto della Rocca Brancaleone. Un appuntamento di grande portata simbolica, la cui ufficialità sarà sottolineata dalla presenza del ministro Dario Franceschini e dalla copertura tv Rai, nel giorno in cui ricorre la festa della musica.

Riccardo Muti dirigerà l’Orchestra Giovanile [Luigi Cherubini] nel concerto all’aperto che segnerà l’inizio del Ravenna Festival, il 21 giugno 2020 e che è stato definito dall’organizzazione come il primo evento di musica classica dal vivo, dopo la severa quarantena atta ad evitare la diffusione del coronavirus. Il Governo italiano permetterà concerti e altre performance live a partire dal 15 giugno, periodo in cui la stagione concertistica va terminando nella maggior parte dei teatri e cominciano invece i festival estivi.

Ispirandosi alle norme in essere per le attività industriali italiane, il Ravenna Festival ha avanzato una proposta di protocollo da seguire, preparata durante la quarantena e approvata poi dal Governo, che ha permesso una ripresa repentina delle attività. Il Festival comincerà il 21 giugno con un concerto diretto da Muti (ravennate di adozione), alla guida dell’Orchestra Cherubini, composta da musicisti under 30, tra le mura della Rocca Brancaleone, fortezza risalente al XV secolo. Il pubblico sarà limitato a 250 persone, con obbligo di mascherina, ingressi contingentati e distanziamento sociale. Sul palco i musicisti manterranno una distanza di un metro (fino a 2 metri per i fiati) e vi sarà un solo cantante, il soprano Rosa FEOLA.

Riccardo Muti guiderà l’orchestra di 62 elementi in un programma quasi interamente mozartiano, ad eccezione della pagina che apre il concerto, Rêverie di Alexandr Nikolaevič Skrjabin. Seguiranno il mottetto Exultate, jubilate KV 165 e l’Et incarnatus est dalla Messa in do minore KV 427, entrambi affidati alla splendida voce di Rosa Feola. Completa il programma la Sinfonia n.41 in do maggiore KV 551, quella ‘Jupiter’ che Mozart compone durante la difficile estate del 1788, segnata da crescenti difficoltà economiche e da un grave lutto familiare. Il concerto sarà visibile anche in diretta streaming sul sito www.ravennafestival.live.

“Dopo 4 mesi di “silenzio” pensare di ricominciare meglio di così è difficile” – ha affermato il soprano sannicolese Rosa Feola commentando la foto che la ritrae con il M° Riccardo Muti e Davide Cavalli. Rosa Feola nata a San Nicola la Strada in provincia di Caserta, in una famiglia amante della musica, Rosa Feola ha cominciato a studiare pianoforte con suo cugino quando aveva cinque anni. Successivamente è entrata nel coro dell’Accademia musicale di San Nicola, passando per il coro della chiesa. Dopo aver studiato canto con Mara Naddei, diplomandosi con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio Giuseppe Martucci di Salerno nel 2008, si perfeziona in Opera Studio presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Renata Scotto, Anna Vandi e Cesare Scarton.

Ha debuttato nel ruolo di Corinna (Il viaggio a Reims) con Kent Nagano all’Accademia di Santa Cecilia all’età di 23 anni. È giunta all’attenzione internazionale vincendo il 2º premio assoluto, il premio speciale Zarzuela e il premio Rolex del pubblico all’Operalia di Plácido Domingo nel 2010. L’anno successivo, ha debuttato nel ruolo di Adina (L’elisir d’amore) al Teatro dell’Opera di Roma, in quello di Susanna (Le nozze di Figaro) al Teatro La Fenice di Venezia, e in quello di Micaëla in (Carmen) alla Deutsche Oper Berlin.

Nel 2012, con Muti e la Chicago Symphony Orchestra ha debuttato negli Stati Uniti d’America in Carmina Burana di Carl Orff al Millennium Park di Chicago e all’apertura della stagione concertistica della Carnegie Hall di New York. Al Ravenna Festival, con la regia di Cristina Mazzavillani Muti, ha debuttato nel ruolo di Gilda (Rigoletto), uno dei suoi ruoli preferiti, nel quale ha debuttato anche all’Opernhaus Zürich (2013), alla Bayerische Staatsoper (2015),e al Metropolitan Opera di New York (2019).

Nel 2015 ha debuttato nel ruolo di Elvira alla Welsh National Opera in una nuova produzione de I puritani, ottenendo recensioni entusiastiche e vincendo il “Best Female in an Opera Production” del Wales Theatre Awards e il “What’s On Stage Opera Poll 2016” in Gran Bretagna. Del 2015 è il suo primo album intitolato Musica e Poesia con composizioni di Ottorino Respighi, Giuseppe Martucci, Amilcare Ponchielli, Ciro Pinsuti, e Franz Liszt. Ha ottenuto la nomination per Solo Vocal del 2016 al Gramophone Classical Music Awards. Ha ottenuto la nomination come interprete femminile all’International Opera Awards del 2016, assieme a Anna Bonitatibus, Mariella Devia, Christine Goerke, Evelyn Herlitzius e Anna Netrebko. Ha partecipato ai BBC Proms alla Royal Albert Hall di Londra con un concerto di arie di Mendelssohn e Mozart, e interpretato Susanna (Le nozze di Figaro) per il suo debutto con la Wiener Staatsoper.

Ancora con la Wiener Staatsope e la direzione di Riccardo Muti a Yokohama (Giappone), ha interpretato Susanna nella storica produzione di Jean-Pierre Ponnelle. Nel 2017 ha partecipato al Concerto di Capodanno del Gran Teatro La Fenice di Venezia diretta da Fabio Luisi, interpretando musiche di Bellini, Donizetti, e Verdi. Il concerto è stato trasmesso da RAI e ARTE.[32] Ha poi debuttato al Teatro alla Scala ne La gazza ladra diretta da Riccardo Chailly in occasione 200º dalla prima rappresentazione alla Scala (1817). L’opera è stata trasmessa in diretta radiofonica su RAI-Radio3, in diretta televisiva in Italia su RAI 5 e in versione cinematografica in Italia e all’estero su “All’Opera”.

Era il luglio del 1990, quando Riccardo Muti sul palcoscenico allestito alla Rocca Brancaleone levava la bacchetta a inaugurare la prima edizione di Ravenna festival, esattamente trent’anni fa e nello stesso luogo che oggi ospita la “rinascita” della musica dal vivo dopo i lunghi mesi di quel lockdown che per combattere l’epidemia ha costretto tutti gli italiani, insieme al resto del mondo, a isolarsi, i teatri a chiudere, le orchestre a tacere. Dunque, il nostro Paese ricomincia da qui, dalla quattrocentesca fortezza veneziana incastonata nel cuore della città, e a dare il primo segno di speranza e di incrollabile fiducia è di nuovo il maestro Muti sul podio della “sua” giovane Orchestra Cherubini, confidando nel prediletto Mozart.

Perché dopo la prima, timida e segreta prova d’orchestra del giovane Skrjabin, una breve miniatura scritta nel 1898 che tanto piacque a Rimskij-Korsakov, ecco che la scena si apre al genio mozartiano, chiamando a intervenire la voce: Al talento di Rosa Feola è affidato il celebre virtuosistico mottetto composto proprio in Italia, nel 1773, a Milano, poi l’estatico, cullante lirismo dell’Et incarnatus est, dalla Missa Solemnis, quasi una scena pastorale, permeata dell’ingenuità di un amore puro, incondizionato per l’umanità. Così come nel futuro si proietta il suo estremo lascito sinfonico con cui il compositore sembra lasciarsi alle spalle insuccessi e delusioni attingendo a una miracolosa fonte di vitalità musicale con maestosa, olimpica grandezza –Jupiter, appunto.