IL MESSIA “INCOMPRESO” – COMMENTO AL VANGELO DI DOMENICA 03 FEBBRAIO 2019

Il testo che oggi ci viene presentato dall’Evangelista Luca si compone di due “scene” o parti molto significative per la nostra fede e la nostra crescita spirituale. Nella prima scena viene continuato il racconto di domenica scorsa. Gesù ha appena terminato di dire “Ora si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”. Udendo ciò, in un primo momento, il popolo di Israele appare meravigliato perché sta ascoltando “parole di grazia che uscivano dalla sua bocca”. Questo stupore e questa meraviglia, purtroppo durano molto poco.

Nella scena successiva, infatti, emerge subito lo scetticismo e la diffidenza nei suoi confronti. Gli ebrei iniziano a dubitare: “Non è costui il figlio di Giuseppe'”.

Questa reazione era prevedibile. È noto a tutti che gli ebrei aspettavano un messia “politico”, un messia che fosse in grado di restituire loro la libertà dall’oppressione romana. Gesù non si presenta con queste caratteristiche. La sua missione, infatti, è quella di liberare non solo Israele ma tutto il mondo, non dalla schiavitù di una dominazione umana, bensì da una schiavitù molto più profonda: quella dal peccato.

Ciò non è sufficiente per “il popolo eletto”, lo si comprende dalla reazione che hanno nei confronti di Gesù, una reazione di “sdegno” che li spinge fino al punto di “cacciarlo fuori dalla città, di condurlo sul ciglio del monte con l’intenzione di gettarlo giù”.

Anche in questa occasione la reazione di Gesù li lascia senza parole, “egli passando in mezzo a loro si mise in cammino”. Con il suo atteggiamento Gesù ci fa intendere che nonostante le difficoltà e le persecuzioni la missione di ogni cristiano, sia ieri quanto oggi, sia quella di restare fedele ai suoi insegnamenti.