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Il Movimento cinque stelle, contro la gestione comune del Parco Dea Diana

Abbiamo espresso voto contrario alla Convenzione tra i Comuni per la gestione in forma associata del Parco DEA Diana

Abbiamo espresso voto contrario alla Convenzione tra i Comuni per la gestione in forma associata del Parco DEA Diana poiché riteniamo che prima di procedere all’approvazione, si debba innanzitutto definire l’oggetto di convenzione, vale a dire il Parco Intercomunale (con i suoi limiti territoriali) così come approvato dalla Regione con Delibera di Giunta n. 154 del 19 aprile 2016.
Non può essere sottaciuto che un mese dopo l’approvazione regionale, il Commissario Straordinario De Lucia approvò una “parziale rettifica” alla perimetrazione comunale del Parco; rettifica maldestra che tanto parziale non è!
Infatti, in un colpo solo furono estrapolate tutte le sei cave di calcare ricadenti nel Parco, lasciando dei buchi sull’originario territorio individuato e delimitato; una sorta di adeguamento cartaceo poiché alla “groviera” costituita dall’attuale stato delle nostre colline, viene associata una “groviera” anche sulla planimetria rappresentativa del Parco. Tale variazione, sostanziale e intempestiva, apportata con Delibera n. 69 del 26 maggio 2016, pare non essere ancora stata approvata dalla Regione; quindi, parliamo di un Parco non definito nei suoi contorni e nella sua consistenza, per cui la proposta di Convenzione per la
gestione appare quantomeno prematura.
Pertanto auspichiamo che quanto prima si ponga rimedio ripristinando la originaria delimitazione così come approvata dalla Regione, tenendo presente che su tale area ricade un “innominato” vincolo paesaggistico ai sensi della legge 29 giugno 1939, n. 1497, apposto con Decreto Ministeriale del 1° luglio 1967 “Dichiarazione di notevole interesse pubblico di una zona sita nel Comune di Maddaloni (Caserta)”, ancora vigente e mai revocato.
Per l’occasione andrebbe effettuato un attento esame per valutare se le singole Varianti al PRG approvate dal Consiglio Comunale a partire dal 1999 per la riconversione delle cave calcaree, si siano perfezionate o se siano decadute per inadempienza o per mancato rispetto delle condizioni poste dai vari organi preposti all’atto dell’approvazione; in breve, andrebbe valutato se i singoli siti di cava siano da considerare come erano all’origine “Territorio rurale collinare
di salvaguardia paesistica” oppure se siano diventati zone produttive/commerciali o sportive (seppur in presenza di un vincolo ministeriale e di innumerevoli prescrizioni).
​Inoltre, visto che la Regione, nell’ambito della Delibera n. 154/2016 di approvazione considera che “il Parco Urbano Intercomunale “DEA Diana”, assolve gli obiettivi ditutela e la valorizzazione del patrimonio ambientale e storico-archeologica di tale ambito territoriale”, e considerato che la norma regionale lo prevede, riteniamo che il Parco debba includere anche l’area archeologica dell’antica Calatia, al fine di ampliare le possibilità di reperimento fondi.

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