IL NUOVO ALLENATORE DELLA JUVE SI PRESENTA IN CONFERENZA STAMPA ALLO STADIUM

Dichiarazioni di Sarri in conferenza stampa

Il percorso – scelta rivoluzionaria o cosa altro

“Bisogna avere le idee chiare sul percorso, tre anni fa sono arrivato al Napoli e ho dato tutto me stesso. Da bambino ero tifoso del Napoli e a un certo punto ho avuto la sensazione che a livello nazionale avremmo potuto diventare competitivi. Negli ultimi mesi a Napoli si è insinuato un dubbio tra l’affetto che provavo e la parte più logica di me stesso che pensava che il ciclo fosse finito. La società poi mi ha tolto il dubbio con Ancelotti, ma per colpa mia perché il dubbio era mio. A quel punto ho offerte da società italiane importanti, ma io preferisco andare all’estero per non passare direttamente dal Napoli a un’altra società italiana. Esperienza bellissima la Premier, ma nella seconda parte ho sentito il bisogno di tornare in Italia e questa possibilità mi è offerta dalla Juventus, la società più importante d’Italia. Penso sia il coronamento di una carriera lunghissima, penso di aver rispettato tutti, e alla fine dovevo rispettare il mio percorso”.

Prime impressioni sulla società

” Una società determinatissima, non ho mai visto una società così determinata a prendere un allenatore in 30 anni di panchina. Questo mi ha convinto, vedere una dirigenza così compatta ad andare verso un allenatore. L’atteggiamento di questi dirigenti, accompagnato dal nome che si portavano dietro, di determinazione e compattezza. Stile Juve? Non so cosa sia lo stile Juve, io ieri mi sono trovato a cena con amici, non con etichette o differenze “.

La rivalità tra Juve e Napoli, il passato

“Qualche mio ex giocatore ha detto che sarei un traditore? No, ho qualche messaggio che metterebbe tutto in discussione. Il giocatore che sta in un ambiente fa le dichiarazioni per convivere in quell’ambiente, poi i messaggi personali sono altri e con altri toni. Io penso nella vita di aver rispettato tutti perché per chi ho lavorato ho dato il 110%. E lo farò anche per questi colori, può essere poco, ma di più non posso fare. Penso siano scelte logiche, senza romanzarci tanto sopra. Penso di aver rispettato tutti. Le mie  affermazioni? Certe cose le ho detto, certe le ho sbagliate, altre strumentalizzate, ho visto una polemica sulle maglie a strisce che è stata pura strumentalizzazione: in realtà era una litigata con Orsato ed in realtà era un Empoli-Milan. La questione del dito è un errore da parte mia, una reazione esagerata da parte mia, ma penso che fu ben vissuta e spiegata anche nel post partita. Io andai in sala stampa e dissi che avevo fatto un brutto gesto, un eccesso di reazione nei confronti di 15-20 stupidi, non nei confronti della Juventus. Non ho niente contro i tifosi della Juve, sono stato sempre in panchina in mezzo ai tifosi, poi se in mezzo a 45.000 persone ci sono 20 stupidi che ti sputano e ti dicono terrone di merda non li considero tifosi della Juventus”.

Il ‘Sarrismo’ il modulo

“Integralista? Detto a uno che ha iniziato con il 4-2-3-1 e finisce al 4-3-1-2 a Empoli e a Napoli da qui è passato al 4-3-3 mi sembra un po’ troppo. Non si parte dal modulo. Si deve capire quali giocatori sono adatti, conoscerli, parlarci e intorno ai giocatori più qualitativi costruire intorno il modulo. Al Chelsea avevo un 4-3-3 diverso da quello del Napoli, dovevo accompagnare le caratteristiche di Hazard. Il modulo sarà una conseguenza”.

Il post ALLEGRI

“Un’eredità pesante perché sappiamo che vincere quello che ha vinto lui non sarà semplice. Ha fatto un percorso straordinario, mi piacerebbe vedere nella squadra quello che Massimiliano gli ha dato, magari anche restare mezz’ora in difficoltà e poi in dieci minuti triturare la partita. A me è successo raramente ed è una gran cosa”.

Il rapporto con l’ex Presidente

“Non ho sentito il presidente con il quale tutti pensano abbia un brutto rapporto, ma io Aurelio lo ringrazierò sempre. Penso che poche volte un napoletano tifoso del Napoli abbia allenato la sua squadra. E’ stato un regalo enorme e lo ringrazierò sempre. Poi possono esserci divergenze ma fa parte dei caratteri”.