Il segretario provinciale del PD Emiddio Cimmino: “Per le europee contenti a metà, ora pensiamo ai ballottaggi nei Comuni”

Concluse le elezioni europee 2019 iniziano ad arrivare i primi commenti da parte degli esponenti politici del territorio casertano. Ad analizzare il risultato ottenuto dalle votazioni di domenica scorsa, è il segretario provinciale del Partito Democratico, dr. Emiddio Cimmino.

«Grazie alle Democratiche e ai Democratici della provincia di Caserta per il grande impegno posto al servizio del Partito Democratico Casertano per concretizzare una ripartenza dopo la fermata del 4 marzo 2018 – ha dichiarato il segretario provinciale dei Dem di Terra di Lavoro – Siamo passati da una percentuale dell’11,20% (53.311 voti – Camera 2018) al 17,01% (60.596 voti – Europee 2019) dopo un anno. Basta? Assolutamente no. C’è ancora molto da fare? Certamente e tantissimo ancora».

«Siamo contenti a metà, – ha continuato Cimminoè ritornata a Bruxelles, con un’ottima performance, l’On. Pina Picierno, alla quale ho già augurato buon lavoro, ma non l’On. Nicola Caputo, anche lui lo avrebbe strameritato per il grandissimo lavoro fatto nella legislatura appena conclusa. Non c’è da meravigliarsi, la circoscrizione meridionale è un collegio mostruoso con 12 milioni di elettori e con dinamiche territoriali che è difficile spiegare e comprendere, anche se sono, comunque, stati eletti quattro europarlamentari rispetto ai sei del 2014».

«Per quanto riguarda le amministrative – ha concluso Emiddio Cimminosiamo molto soddisfatti, abbiamo centinaia di amministratori locali eletti (Sindaci e consiglieri) all’interno di liste civiche (per i Comuni al di sotto dei 15.000 abitanti), mentre nei Comuni più grandi siamo al ballottaggio con Alfonso Golia ad Aversa, con Luca Branco a Capua e con Renato  Natale a Casal di Principe, escluso Castel Volturno. Potevamo fare ancora meglio? Si può fare sempre meglio. Ma voglio ricordare che ci siamo appena insediati dopo un lunghissimo commissariamento e con tante conseguenze, logistiche e finanziarie. Ora non ci sono più alibi, però, per nessuno di noi, bisogna recuperare il tempo e il terreno perduto: nei territori e con le persone, bisogna confrontarsi, dialogare e riguadagnare la fiducia dei tanti che si sono allontanati ma anche dei cittadini che perdono, ogni giorno di più, la fiducia nei partiti che sostengono questo governo di contrattisti. Ce la possiamo fare, io ci credo, se remiamo tutti verso lo stesso approdo, tutti con lo stesso remo, tutti con lo stesso impegno. Ora diamoci da fare che ci attende il 9 giugno per i ballottaggi».