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Il Sindaco di Bergamo Gori utilizza il Tricolore come uno strofinaccio da cucina. Lo sdegno di Gianfranco Paglia

"Art. 292 codice penale: Vilipendio alla bandiera o ad altro emblema dello Stato. “Chiunque vilipende la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la reclusione da uno a tre anni. Agli effetti della legge penale, per “bandiera nazionale” s’intende la bandiera ufficiale dello Stato e ogni altra bandiera portante i colori nazionali. Le disposizioni di questo articolo si applicano anche a chi vilipende i colori nazionali raffigurati su cosa diversa da una bandiera”.

Una volta non esisteva il reato di vilipendio alla bandiera? Sicuramente esiste ancora: “Art. 292 codice penale: Vilipendio alla bandiera o ad altro emblema dello Stato. “Chiunque vilipende la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la reclusione da uno a tre anni. Agli effetti della legge penale, per “bandiera nazionale” s’intende la bandiera ufficiale dello Stato e ogni altra bandiera portante i colori nazionali. Le disposizioni di questo articolo si applicano anche a chi vilipende i colori nazionali raffigurati su cosa diversa da una bandiera”. Forse il primo cittadino di Bergamo Giorgio Gori se l’è scordato, o forse se ne frega proprio.

Del resto gli esponenti del suo partito, il Pd, in questi ultimi anni si sono distinti per il profondo disprezzo di tutto ciò che gira attorno al concetto di “nazione”, “sovranità”, “identità”, “difesa degli interessi nazionali” in favore del culto del tanto amato “straccio blu con le stellette gialle”, per cui non stupisce se il tricolore viene derubricato a straccio per lucidare le targhe d’ottone. E’ successo proprio qualche giorno fa a Valtesse, un quartiere periferico della città di Bergamo: il primo cittadino orobico, durante l’inaugurazione di un’area verde ha con estrema nonchalance appallottolato la bandiera italiana e l’ha usata per lucidare minuziosamente la targa d’ottone all’ingresso del parco.

Questo gesto assolutamente da condannare e stigmatizzare, avrebbe potuto utilizzare il proprio fazzoletto di cotone o quelli di carta che i migranti vendono a 50 centesimi ai semafori.

“Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere”.

È questo che deve aver pensato la Medaglia d’Oro al Valor Militare, Tenente Colonnello Gianfranco Paglia che è rimasto paralizzato per permettere anche al primo cittadino Gori di vivere in un Paese democratico ma non di commettere il reato di vilipendio alla Bandiera Italiana, che ha così espresso il suo pensiero critico: “Non entro nel merito del colore politico di appartenenza perché non mi interessa. Né entro nelle polemiche politiche che da giorni leggiamo su tutta la stampa, perché non mi compete. Ma, c’è un ma e come appartenente delle Forze armate sento la necessità di intervenire e rinnegare da cittadino italiano il gesto del Sindaco Gori.

Ripeto, non mi interessa la querelle politica. Per quel giuramento prestato, molti uomini e donne hanno sacrificato la Vita rientrando in Patria avvolti dal Tricolore. Per quel giuramento, uomini e donne ogni giorno garantiscono la sicurezza e difendono il nostro Paese. Per quel giuramento molti continuano ad indossare orgogliosi l’Uniforme pur avendo subito invalidità permanenti. Quella Bandiera merita rispetto per ciò che rappresenta. È la nostra identità, la nostra storia. Va baciata, non offesa, non la si usa per lucidare una targa!”.

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