Il tradimento dei 5 Stelle alle Due Sicilie
“Ciò che non cambia è la volontà di cambiare”
Di Fiore Marro
Caserta 25 aprile 2018.
“Noi siamo i più adattabili. Siamo come la Democrazia Cristiana” – Beppe Grillo, Così è (se vi pare).
Il Movimento 5 Stelle e il PD si stanno accordando per governare il paese. I grillini vogliono governare a qualsiasi prezzo, è lontano oramai il tempo in cui Di Maio assicurava “Niente scambi di poltrone”, ma il M5S è adattabile, come una poltrona relax.
Anche stavolta a pagarne le conseguenze sarà il Sud che ha sbagliato a sognare.
In questa ultima tornata elettorale l’Italia è stata spaccata in due, la vittoria sudista a 5 Stelle è stata una chiara volontà di svolta, tant’è che a essere puniti sono stati proprio quelli del PD, che ora riappaiono sulla scena politica, nonostante la sconfitta elettorale, come i nuovi “compagni di merenda” di Di Maio e Co.
Una vittoria a due facce, quella grillina, con due radici di segno opposto inevitabilmente in conflitto. Con l’astuta ambiguità del suo messaggio, il M5S nel Regno delle Due Sicilie ha raccolto il voto di chi s’aspetta una politica onesta, la cui speranza, con questo accordo, uccide qualsiasi aspettativa e abroga tra l’altro l’idea dei sostegni necessari, che avevano lanciato in campagna elettorale, come l’idea del Reddito di Cittadinanza, che non sarà certo il cavallo di battaglia delle Boschi e dei piddini in generale, un tradimento che annichilisce chi continua a defluire come un fiume carsico, riemergendo a avvalorare che proprio nelle terre del Borbone resiste più forte anche la volontà di cambiamento. Un territorio il nostro che è stato da sempre tradito da Renzi, divenuto il più zelante carnefice del Mercato e il principale agente del malaffare; la speranza dei siciliani, campani, abruzzesi, molisani, pugliesi, lucani, calabresi, sardi è dura a morire perché temprata da secoli di lotta perenne, ma pare che per noi si prospetti una nuova Gaeta con Di Maio nel ruolo del generale Lanza e Martina in quello di Cialdini .
Tutti , a parte noi scettici, si aspettavano un cambiamento politico, che con questa mossa invece ci insegna che “tutto cambia perché nulla cambi.” Ancora una volta la vecchia tesi del troiano Laocoonte nell’affermare” Timeo Danaos et dona ferentis” si è rivelata per noi malcapitati borbonici una nemesi , quasi come una maledizione divina, mi auguro un giorno che la mia gente smetta di fidarsi di chi non ci appartiene, solo allora potremo cominciare la nostra rivoluzione .
Paradossalmente, anche quelli che hanno creduto al cambiamento stanno spingendo per un accordo M5S – PD, quasi come se fosse l’unica soluzione per risolvere i problemi della politica italiana; ma se le cose stanno così, allora a che è servita la rivoluzione del V-Day? Una protesta popolare che è diventata col tempo un voto “d’opinione”, un sostegno temporaneo condizionato dalle circostanze, un endorsement del quale alcuni candidati grillini possono persino dichiararsi del tutto ignari, oggi . Finché i votanti non presenteranno il loro di conto.
Dal Movimento 5 Stelle, ora, il Regno delle Due Sicilie con il suo voto pretende quindi contemporaneamente sia cambiamento che riscatto, sia responsabilità che repulisti. Il PD in questi anni ha solo fatto da “Cameriere” al BCE e alla Merkel, dove sta il cambiamento tanto agognato da 11 milioni di elettori perlopiù duosiciliani ? Ciò che si scorge è un contraddittorio di aspettative, una presa per i fondelli che sarà ovviamente impossibile da perdonare. La vittoria delle elezioni pare somigliare sempre più a quella di Pirro, il metaforico Memento Mori, che ogni vincitore dovrebbe sentirsi sussurrare nell’orecchio il giorno del trionfo, nel caso del Movimento 5 Stelle ha un sapore sgradevole, di tradimento del mandato, a mio sommesso avviso l’unica soluzione possibile è il ritorno al voto e che Dio ce la mandi buona.
Due Sicilie vivat!
Oggi come ieri sempre Bronte
