Il Tricolore sui balconi per la giornata della legalità, mobilitazione social

Sono migliaia i cittadini della Provincia di Caserta che hanno esposto il Tricolore sui propri balconi per dimostrare vicinanza e lotta a tutte le mafie

CASERTA – Non si contano più gli inviti, soprattutto via social, alla mobilitazione generale per festeggiare la Giornata della Legalità, che si tiene sabato 23 maggio 2020, data che coincide con l’anniversario della strage di Capaci in cui persero la vita Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli uomini della sua scorta. Dove persone oneste e servitori dello Stato vennero uccisi barbaramente dalla mafia. Una data che capita in un momento particolare delle nostre vite alle prese con il dramma del Coronavirus. Per la Giornata della Legalità si chiede la collaborazione di tutti i cittadini italiani a fare un atto simbolico: l’esposizione del tricolore alle nostre finestre ed ai nostri balconi.

È un’occasione, specie in questa fase in cui bisogna osservare forzatamente una sorta di quarantena a casa, di condividere insieme una giornata storica per la conquista delle nostre libertà individuali e collettive ottenute da pochi ma per tutti. “L’importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa. Ecco, il coraggio è questo, altrimenti non è più coraggio ma incoscienza” disse Giovanni Falcone. Stringiamoci attorno al tricolore! Un grande simbolo, che oggi più che mai deve farci sentire uniti mostrando al mondo intero il nostro orgoglio di Nazione, di un’Italia che non si arrende né alle mafie né alla pandemia della COVID-19, un’Italia che soffre, ma reagisce, un’Italia che si piega ma non si spezza, un’Italia abbandonata da una Unione Europea matrigna, ma che riuscirà a rialzarsi in piedi e riconquistare la sua Sovranità.

Anche in tutti i 104 comuni della Provincia di Caserta sono migliaia i cittadini che hanno esposto sui loro balconi il Tricolore. Ritengo che l’educazione alla legalità costituisca il principio fondante dell’intera struttura sociale del nostro Paese; attraverso le attività idonee, con la formazione e i progetti, si deve mirare a far progredire culturalmente e eticamente i futuri cittadini; onde favorire l’assunzione di responsabilità di ciascuno rispetto alla tutela dei beni di tutti.

Con l’emergenza Coronavirus e l’impoverimento del tessuto socio-economico in molte realtà del nostro Paese, il pericolo di un rafforzamento pervasivo del sistema criminale è sempre più realistico. In questi mesi stiamo assistendo ad un fenomeno criminale senza precedenti: gli uomini delle mafie stanno avvicinando centinaia di commercianti e stanno tentando di acquistare per pochi spiccioli le loro aziende, senza dimenticare lo spaccio di stupefacenti, il riciclo di denaro, la gestione appalti, i prestiti usurai e finanza occulta sono alcune delle attività con cui la malavita prospera, approfittando anche dell’impiego di molte unità operative delle forze dell’ordine nell’azione necessaria di contenimento della pandemia.

Fino al 23 maggio 1992, sembrava impossibile parlare di alcune regioni come terra di mafia; adesso invece bisogna affrontare e rafforzare con forza e decisione tale minaccia in tutta Italia. Il problema più grave sta nel minimizzare la portata del fenomeno. Si palesa, dunque, la necessità di gettare il seme della cultura della legalità e dell’etica nell’impresa: diventa fondamentale l’introiezione da parte dei giovani di comportamenti imprenditoriali responsabili, ispirati alla conoscenza, al rispetto e alla necessità di una formazione culturale improntata al rispetto delle norme giuridiche. In questa drammatica situazione chi può darci una mano?

La famiglia e la scuola. La famiglia come cardine della vita sociale ed educativa dei nostri figli. La scuola contribuisce al dialogo tra giovani e le forze dell’ordine. Sicurezza e legalità devono essere considerati obiettivi primari per la collettività; infatti i costi pagati a causa delle irregolarità sono altissimi per l’economia: tasse evase, sfruttamento di persone, sottrazione di ricchezza alle imprese, ai lavoratori e allo Stato indeboliscono le risorse italiane. La scuola è al centro di relazioni tra i diversi attori sociali e cerca un sostegno anche esterno quando decide di sviluppare i percorsi formativi e orientativi.