DI GIANCLAUDIO DE ZOTTIS
Maddaloni (CE) – Archiviata, per ora, la consiliatura più breve e più ingestibile della storia. È il giorno delle accuse e dei memoriali. Peppe Razzano (Pd) sfrutta il giorno della consegna delle 13 firme per l’autoscioglimento del consiglio comunale, per parlare per primo e accusare: apertamente di «traditori politici». «So – dice – chi sono stati i miei nemici, so chi sono stati i miei traditori. So chi ha operato per il bene pubblico e chi per i fatti propri. Porto con me il grande affetto di chi mi è stato sempre vicino con lealtà e trasparenza». Dopo l’onore delle armi reciproco, mostrato in aula, è stato il turno di Andrea De Filippo (ieri sera in diretta streaming) a divulgare la sua versione dei fatti. Ma il protagonista vero si chiama Antonio Ferraro: dirigente dell’Agenzia delle Entrate, primo dei non eletti (lista Maddaloni nel Cuore) e primo firmatario del ricorso al Tar che di fatto ha giuridicamente messo nel congelatore la consiliatura politicamente morta. Fino al 12 settembre, quando la seconda sezione del Tar si riunirà in Camera di consiglio per discutere dell’attribuzione del premio di maggioranza (rivendicato dai non eletti della coalizione del sindaco Andrea De Filippo), il protagonista unico sarà lui. In tutto questo il Comune va verso il commissariamento.