CASERTA – La fuga di Salvini alle Europee ha messo in crisi Di Maio, che non riesce ad organizzare le sue truppe, perchè i 5 Stelle sono rimasti un Movimento manchevole di uomini validi che possano riorganizzare quello che il duo Casaleggio-Grillo ha prodotto negli ultimi cinque anni.
A Caserta il coordinatore provinciale della Lega, Salvatore Mastroianni, sta facendo i salti mortali per cercare di mettere d’accordo le varie anime della Lega, perchè con gli ultimi ingressi, dai Romano agli Zinzi, la famiglia è aumentata e tutti cercano spazio per le prossime regionali del 2020. Riuscirà nell’impresa questo giovane di Santa Maria Capua Vetere?
Gli ultimi arrivati, i Romano della famiglia Catone hanno dato modo a Capua di piazzare nella Lega due consiglieri comunali che appoggiano l’architetto Di Rienzo, un “non politico” che ha tutte le carte in regola per sconfiggere la “presunta sinistra” di Luca Branco, appoggiato dagli ex socialisti di Fierro e da un Partito Democratico che non ha ne testa e ne coda. Riuscirà il don, fratello di Branco a spostare i voti della Chiesa in suffragio del fratello per farlo eleggere sindaco di Capua?
Intanto il Partito Democratico del neo segretario Cimmino non riesce a decollare e nonostante il dialogo con il PSI di Brancaccio, al comune di Caserta e nell’intera provincia alle europee vi è stato solo un piccolo risveglio, ma le sezioni latitano ed i giovani trovano difficoltà ad inserirsi nei vecchi schemi del PD e del PSI, ove regnano i soliti volti noti, Oliviero, Caputo, e qualche altro “pseudo socialista” che sta pensando di proporsi alla candidatura alle Regionali 2020, pensando raccogliere voti in tre comuni su 104.
Oggi la Sinistra in provincia di Caserta è scomparsa ed il Sindacato CGIL-CISL-UIL detta legge sia a Roma che a Caserta. E’ necessario dunque un atto di coraggio delle segreterie regionali del Partito Democratico e del Partito Socialista Italiano per riorganizzare entrambi i partiti, per scongiurare la vittoria di un Governatore della Campania sovranista, a meno che De Magistris non riesca con un colpo di mano a vincere e mandare a casa lo “sceriffo di Salerno”.