Caserta – dopo la pubblicazione del bando di gara sugli interventi alla Reggia di Caserta, il deputato Federico Mollicone (Fdi) ha indirizzato al ministro Mibac Alberto Bonisoli una interrogazione per chiedere “quali urgenti iniziative il ministro intenda adottare in relazione alle responsabilità della direzione della Reggia per le gravi manchevolezze e omissioni” emerse dalle risultanze della documentazione degli ispettori all’indomani del cedimento dell’intonaco dell’architrave del vano di una porta-finestra nella sala delle dame di corte dell’appartamento reale, verificatosi il 10 dicembre 2017 in pieno orario di apertura al pubblico.
Perché se da una parte resta il sospiro di sollievo per l’imminente avvio dei lavori di “completamento delle opere di restauro e valorizzazione della Reggia di Caserta, del Parco monumentale e riqualificazione urbana di Piazza Carlo III”, grazie a fondi stanziati dal Governo da tempo, dall’altra restano le “manchevolezze e omissioni’ di una gestione Reggia perpetrata almeno dal 2015 a rischio e pericolo di visitatori e personale in servizio.
“Il ministero dei Beni culturali garantisca – scrive il deputato – l’immediata esecuzione dei lavori di messa in sicurezza e di restauro di tutti gli ambienti della Reggia di Caserta compromessi, tenuto conto che l’istituto Reggia di Caserta ha a disposizione, da tempo, finanziamenti utilizzabili a tale scopo”.
Per Mollicone è “preoccupante la situazione in cui versa la Reggia di Caserta, così come lo stesso servizio ispettivo del segretariato generale Mibac ha accertato”.
In realtà, a detta del Ministro ci sarebbero delle “manchevolezze e omissioni” targata Felicori che riguarda la gestione organizzativa e amministrativa del monumento.
Nel frattempo sono arrivate le dichiarazioni del dirigente M. Felicori sulla sua situazione e sul suo mandato che scadra a fine ottobre per limiti di età “Mi cercherò un altro lavoro, mica vado in pensione a 66 anni”. Mauro Felicori è al lavoro nella sua stanza alla Reggia di Caserta. Posto che dovrà lasciare dal primo novembre perché la legge sul pubblico impiego non ammette deroghe: a 66 anni e 7 mesi scade il suo contratto con il ministero dei beni e della attività culturali come direttore per raggiunti limiti di età, un anno prima della scadenza prevista a fine 2019.
In realtà i tempi ora appaiono troppo brevi per la successione. Quasi certamente si andrà verso un interim. Tra i corridoi del palazzo progettato da Vanvitelli c’è incredulità. “Ma come il direttore va via?” dice una custode in servizio negli Appartamenti reali. C’è anche chi esulta come il sindacato Uil (“Non lo rimpiangeremo affatto” dice Angelo Donia). Pochi giorni fa il licenziamento di sei custodi per assenteismo, ora la partenza del direttore. Non sono giorni facili per la Reggia. Confida Felicori: “La mia esperienza sin dall’inizio si è condita di aspetti sentimentali. Io, il bolognese che si appassiona, il tortellino e la mozzarella insieme. Una piccola favola, una storia sentimentale che si chiude, anche se qui non ci sono tradimenti…”