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INTERVISTA ALLA SORELLA DI FALCONE ED AL MAGISTRATO RAFFAELLO MAGI AL LICEO MANZONI DI CASERTA

di GESUALDO NAPOLETANO

CASERTA. Di seguito è riportata l’intervista che abbiamo fatto alla professoressa Maria Falcone, sorella del magistrato Giovanni Falcone, monumento nazionale della legalità.

Come lo ha vissuto, e come lo vive tutt’oggi, il fatto di essere la sorella di Giovanni Falcone?

Maria Falcone:<< Innanzitutto bisogna fare una distinzione, come ho vissuto quando Giovanni lavorava a Palermo, e come ho vissuto dopo la sua morte. Durante la sua vita a Palermo,in quei tremendi anni 80’in cui Giovanni ha lavorato, eravamo spesso angosciati perchè le preoccupazioni sulla sua vita erano tante; mi preoccupavo per lui, per i miei figli, per le vendette trasversali, però nonostante tutto riuscivamo a vivere in maniera serena perchè Giovanni con il suo atteggiamento ci dava tanta serenità. Invece successivamente alla morte di mio fratello , la mia vita è stata stravolta in tutti i sensi>>.

Faccio una premessa, riportando una celebre frase di don Peppe Diana che dice:”Non c’è bisogno di essere eroi, basterebbe ritrovare il coraggio di aver paura, il coraggio di fare delle scelte, di denunciarle”. Ecco, mi viene da chiederle, lei spera ci siano altri Giovanni Falcone nella storia della magistratura italiana?

Maria Falcone:<< Ma io credo che ce ne potranno essere tanti, interessante che non abbiano il suo destino ed interessante che gli altri capiscano che nel lavoro che fanno devono essere aiutati e compresi e non ostacolati come lo fu Giovanni>>.

Qual è il vero messaggio che la vita di Giovanni Falcone deve rimanere a tutti noi?

Maria Falcone:<< Fare il proprio dovere ad ogni costo, qualsiasi sia il sacrificio da sopportare, diceva Giovanni, perchè in ciò che sta l’essenza della dignità umana>>.

Questa invece l’intervista fatta al magistrato Raffaello Magi, estensore della sentenza di primo grado contro il clan dei casalesi nel processo “Spartacus”.

Faccio una premessa riportando le bellissime parole pronunciate del magistrato Paolo Borsellino:”E’ bello morire per ciò in cui si crede; chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”. Lei , da magistrato, ha mai avuto paura di quello che è riuscito a fare con il suo lavoro?

Raffaello Magi:<< Diciamo che quando si lavora in questo territorio , su situazioni purtroppo così difficili, non bisogna mai pensare al rischio che in qualche modo si corre inevitabilmente, ma bisogna pensare ad ottenere dei buoni risultati. La mia paura è stata quella di non farcela, è stata quella di essere schiacciato dalle dimensioni mastodontiche del maxi processo ai casalesi fatto qualche anno fa, e di perdere il filo della ricostruzione dei fatti; questa era la mia unica paura, il resto non ho pensato a nulla, poi chiaramente dopo ti rendi conto del fatto che probabilmente dei rischi reali c’erano, ma non sono quelli che ci accompagnano professionalmente>>.

Secondo lei , in seguito a queste manifestazioni così importanti organizzate a scuola, in un certo senso la criminalità organizzata perde potere?

Raffaello Magi:<< Beh, in un certo senso si. Io vedo la criminalità organizzata come una sorta di agenzia di reclutamento, di collocamento. Prende con sè moltissimi giovani attraverso falsi miti come, ad esempio, un’affermazione di potere, avere qualche soldo in tasca in più, soldi ovviamente di provenienza illecita. L’antidoto che si crea attraverso l’aggregazione dei giovani , delle persone che vogliono capire,vogliono interrogarsi, è sicuramente l’antidoto migliore che vale per certi versi più dei processi , che sono chiaramente risposte necessarie che chiudono una partita con chi ha già sbagliato. Invece qui si cerca di evitare l’errore, di fare in modo che i ragazzi crescano con un’altra idea della vita, cioè non l’idea del potere della violenza e della sopraffazione, bensì quella del saper stare insieme, crescere attraverso i propri meriti>>.

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