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ITALIA OUT DAL MONDIALE DI RUSSIA 2018

DI GIANCLAUDIO DE ZOTTIS

 

 

L’Italia è fuoi dal mondiale, pareggio scialbo, 0-0 a San Siro contro i modesti svedesi, forti più che altro fisicamente.

 

 

L’avvio è subito all’arrembaggio. Darmian e Candreva giocano  alti nel 3-5-2 confermato da Ventura, Florenzi interno di centrocampo (scelta strana perché di solito gioca esterno), fuori Belotti per un impalpabile Gabbiadini, in panchina anche Insigne, lo “scugnizzo” napoletano. Parolo al 9′ minuto viene toccato in area, ci potrebbre stare un calcio di rigore per l’intervento falloso di Augustinsson. L’arbitro spagnolo Antonio Mateu Lahoz lascia correre, come farà per due dubbi interventi di mano di Darmian e Barzagli nell’area azzurra. Peraltro le uniche incursioni offensive della Svezia nel primo tempo, con l’eccezione di un destro di Claesson al 23′ che non può spaventare Buffon, e un retropassaggio quasi suicida al minuto 10 che fa correre i brividi ai tifosi presenti allo stadio, la nazionale in divisa gialla non si rende mai pericolosa. Il resto del primo tempo è tutto dell’Italia. Da regista Jorginho, preferito a De Rossi, gioca  molto bene e fa girare la squadra, anche se sbaglia qualche passaggio. Candreva e Darmian mettono in difficoltà i terzini avversari, ma in mezzo all’area manca l’acuto sui tanti cross che arrivano dal fondo, senza l’attaccante di “peso”.

(l’occasione gol forse migliore del match al 39 del pt con Immobile solo davanti ad Olsen)

 

Al resto ci pensa Olsen,  bravo a ipnotizzare Immobile solo davanti al portiere in uscita al 40′, il tiro dell’attaccante della Lazio, smorzato dall’estremo difensore, con la sfera che viene spazzata via da un difensore nel mentre stava rotolando lentamente verso la rete. Il numero uno svedese respinge poi il tiro di Florenzi da ottima posizione al 45′: le due occasioni migliori nel primo tempo per l’Italia, che domina il possesso palla (oltre il 75%) e ci prova con pericolosità con Candreva, Parolo e Bonucci, ma nulla di fatto.

La ripresa comincia con gli stessi uomini e lo stesso leit motiv,  un secondo rigore negato agli azzurri, stavolta per un calcio rifilato da Lustig a Darmian: Lahoz fischia un fallo di mano inesistente al terzino del Manchester United. L’Italia non si scoraggia, anzi ricomincia ad attaccare a testa bassa. Al 55′ Florenzi sfiora il palo con un tiro al volo su cross di Darmian, tre minuti dopo Chiellini non riesce a dare forza al destro dopo l’interessante spunto di Immobile. Ventura ricorre alla panchina, mandando in campo Belotti ed El Shaarawy al posto di Gabbiadini e Darmian. Si gioca il tutto per tutto in una sola metà campo, ad una porta sola, ma gli attacchi degli azzurri diventano via via più confusionari: Lustig rischia un autogol di testa, Immobile non riesce a inquadrare la porta sul cross di Candreva, lo stesso laterale nerazzurro non spaventa Olsen da fuori area al minuto 74 e subito dopo lascia il campo, sostituito da Bernardeschi. I cross degli azzurrri sono facile preda, per i “vichinghi” svedesi alti e forti fisicamente, ma un po perditempo a seguito dei contatti fisici, con qualche ‘svenimento’ accentuato per guadagnare minuti.

 

In verità l’Italia da la sensazione di non andare in gol neanche con una partita lunga tre giorni ma tant’è.

La Svezia si difende nella propria area e resiste anche all’arrembaggio finale. Un tiro di El Shaarawy viene respinto dal portiere Olsen, un colpo di testa di Parolo risulta impreciso. Poi l’ultimo corner, al 95′, con Buffon all’assalto disperato, attaccante aggiunto. Ma non basta. L’Italia è fuori dai Mondiali, per la prima volta dal 1958.

Un commosso Buffon si è concesso ai microfoni della RAI, per la sua utlima partita con la maglia della nazionale.

La gestione Tavecchio è risultata fallimentare probabile una rifondazione ma staremo a vedere l’evolversi degli eventi.

 

 

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