Jeans strappati non ammessi all’Istituto “Ilaria Alpi-Carlo Levi” di Scampia

Scoppia un altro caso dopo le treccine colorate

SCAMPIA- Dopo la vicenda del ragazzino con le treccine colorate, altri due discenti dell’Istituto “Ilaria Alpi-Carlo Levi” di Scampia non hanno potuto seguire le lezioni, perché indossavano jeans non idonei rispetto a quanto stabilito nel regolamento d’Istituto. La notizia è stata riportata da una giornalista di Sky tg24 ,che ha intervistato una delle mamma dei ragazzini, la quale ha dichiarato di non essere stata avvertita dalla scuola, in quanto, diversamente, avrebbe provveduto a far cambiare i jeans al figlio. Ha poi aggiunto ,mostrando una foto degli strappi oggetto di discussione, di essere d’accordo sul fatto che l’abbigliamento a scuola debba essere consono al luogo che si frequenta ,ma anche che la Dirigente ha assunto una decisione drastica ai limiti dell’abuso di potere.

La lettura del secondo punto del regolamento di Istituto lascia, in effetti, perplessi, si dice infatti che “gli alunni devono andare a scuola con un abbigliamento adeguato al luogo e all’età  (e fin qui nulla quaestio). È assolutamente vietato indossare pantaloni stracciati, corti o troppo stretti, bermuda, t-shirt e camicie aderenti e scollate, piercing, orecchini per gli alunni di sesso maschile  (si pone una questione di genere?),tacchi alti, infradito, rossetto e trucchi vistosi, tingere i capelli e fare lo shatush”( avere i capelli di un determinato colore in che senso inficia il pubblico decoro?).

La Dirigente non ha voluto rilasciare interviste ai giornalisti di Sky, ma verrebbe da chiederle se il senso delle istituzioni e delle regole ,in una zona difficile ma anche meravigliosamente piena di risorse umane quale quella in cui opera, possa passare attraverso una limitazione della libertà di una persona di sesso maschile di avere un orecchino o di colorare i capelli del colore che si preferisce. Da un punto di vista normativo c’è da sottolineare che Il Consiglio di istituto (art. 10 comma 3, lettera a del Dlsg 297/94) è chiamato ad adottare un regolamento che con il dPR 248/98 (e le sue modifiche introdotte dal dPR 235/07)  ha assunto un’ importanza tale da disciplinare un vero e proprio regolamento amministrativo, con le conseguenti valutazioni di legittimità del caso da parte del TAR.