JuveCaserta amarcord: dall’addio a Oscar all’affidarsi ai giovani del vivaio

Durante la stagione estiva del 1990, in quel di Caserta si verifica una di quelle rivoluzioni che rischiano di lasciare il segno, in un senso o nell’altro. Il finale della stagione precedente era stato particolarmente deludente, dal momento che la corsa della Juve si fermò in semifinale scudetto, eliminata dal gran ballo dello scudetto per mano della Scavolini Pesaro.

Per l’ennesima volta, i tifosi casertani hanno dovuto affrontare una delusione che non avrebbero meritato. Quella sensazione di non riuscire mai a raggiungere l’obiettivo finale, infatti, cominciava a pesare un po’ sulle spalle di tutti, anche in maniera inconscia.

Le finali perse negli anni precedenti e la voglia di rivoluzionare il roster

Dopotutto, è bene sottolineare come le finali che sono state perse, sia nel 1986 che nel 1987 contro Milano, per non dimenticare il fatto di essere stato buttato fuori ai quarti di finale contro Virtus Bologna e Pesaro, così come la dolorosa partita persa ai supplementari, proprio nell’atto finale di Coppa Korac del 1989 contro gli spagnoli del Real Madrid.

Fa impressione pensare come adesso il Real Madrid si stia giocando l’Eurolega, mentre la Juve Caserta veleggia in Serie A2, dopo quel periodo a cavallo tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta in cui era una delle più forti non solo in Italia, ma anche in campo internazionale. Per chi volesse puntare sulla vittoria dell’Eurolega da parte dei blancos, ci sono numerose piattaforme che permettono di scommettere sulla pallacanestro, con un palinsesto ampio e variegato. Non solo sport, però, dato che nei casino online giochi dal vivo comprendono anche tante alternative per un divertimento ad ampio raggio. La modalità live di giochi come la roulette e il blackjack sta raccogliendo un gran numero di consensi e di apprezzamenti da parte dei tanti giocatori.

Dopo tante delusioni, è arrivato il momento perfetto per Caserta di chiudere una volta per tutte questa spirale negativa. In realtà, però, Caserta ha arricchito la bacheca con un trofeo, ovvero la Coppa Italia del 1987-88, che la squadra campana si portò a casa strappandola dalle mani di Varese.

Come detto, in estate è in programma una vera e propria rivoluzione. Si parte dalla decisione, di certo difficile da prendere, di non confermare Oscar Schmidt, uno dei più grandi giocatori che abbia mai visto il campionato italiano. Si tratta di un mito a tutti gli effetti per i tifosi casertani, che fanno fatica ad accettare quella mossa di mercato.

Dal roster degli ultimi anni partono pure Boselli, Polesello e Glouchkov. L’obiettivo, con un cambio radicale, è quello di puntare sui giovani del vivaio, ovvero Ferdinando Gentile e Vincenzo Esposito. Entrambi i giocatori hanno un talento sconfinato e ormai hanno solo bisogno di spazio e minuti per potersi confermare ad alti livelli.

I due NBA e le rotazioni limitate

La società casertana prende la decisione di pescare dalla NBA, ma le scelte ricadono su due giocatori a stelle e strisce che non tutti gli addetti ai lavori conoscono. Ovviamente anche tra i tifosi serpeggia un po’ di scoramento, visto che nessuno pensa che i due nuovi americani possano colmare il vuoto lasciato dalla partenza di Oscar.

I due americani sono Tellis Frank e Charles Shackleford. Il primo ha giocato con la maglia di Warriors ed Heat, con un carattere pacato e molto professionale. Tutto il contrario del suo connazionale, visto che Shackleford sembra esserne esattamente l’opposto, con quello stile da gangster che pareva non abbandonare mai.

In panchina si siede Franco Marcelletti, che può guidare una squadra di grandissimo talento: ai tre italiani Gentile, Esposito e Dell’Agnello, si affiancano i due americani nel quintetto base. Le rotazioni, però, sono limitate all’osso, visto che in panchina ci sono Donadoni, Tufano, Rizzo, Longobardi e Fazzi.