Juventus – Napoli : Ha vinto chi ci ha creduto di più e forse è più attrezzata per vincere

Il Napoli continua a gravitare  in una dimensione superiore a quel che vale.

Juventus – Napoli : Ha vinto chi ci ha creduto di più e forse è più attrezzata per vincere

Il Napoli continua a gravitare  in una dimensione superiore a quel che vale.

In tutta sincerità, puoi vincere con Bakayoko, Mario Rui, Petagna, Gattuso? Ti può andare bene una volta, ai calci di rigore magari, ma poi è normale perdere le finali con squadre più attrezzate e soprattutto se hai gente che viene meno ogni qualvolta c’è da fare il salto di qualità.

Non credo sia una questione di timore, ma semplicemente la consapevolezza del valore effettivo di quel che sono e valgono: i calciatori di De La, i vari Zielinsky, Insigne, Koulibaly spesso vengono meno nelle gare dove deve emergere il campione e non il buon calciatore; fermo restando che poi affrontando la Fiorentina, rendono attuale quel detto : ‘O gallo ‘ncoppa ‘a munnezza”.

Le squadre che valgono, che vogliono vincere, verticalizzano, vivono di soluzioni dirette, il Napoli a sinistra non so quante volte ha messo il pallone dalla tre quarti interna indietro al difensore centrale, senza sorta di discontinuità; difficile vedere Mario Rui affrontare il suo diretto avversario e saltarlo, cosa che invece capita spesso in una situazione inversa, quando lui è il difensore più facile da saltare, della linea a 4 della retrovia agli ordini di Gattuso; quei passaggi talvolta sbilenchi, corti, senza senso di Bakayoko sono la riprova che  la compagine partenopea è consapevole di essere inferiore all’avversario, almeno nel caso di ieri; per assumere un metro di paragone invito a vedere l’Atalanta di Gasperini, rischia, gioca uno contro uno, verticalizza in continuazione, talvolta perde, come capitò a Napoli, ma spesso il loro gioco prevale sugli altri.

Sono del parere che il Napoli vive da sempre in una dimensione di classifica non adatta ai suoi mezzi, tolti Lozano, e si vede, infatti anche ieri è stato una spanna sopra gli altri, e Osimhen, che sono costati e valgono il prezzo del cartellino, gli altri sono calciatori “fai date”, inventati campioni ma che in realtà sono semplicemente buoni giocatori. Tutto questo dovrebbe rendere felice il popolo azzurro; peccato però che una squadra così scarsa, come quella vista ieri della società degli Agnelli, in questi anni non l’aveva mai affrontata , a mio sommesso avviso questa squadra allenata da Pirlo è la formazione meno qualitativa degli ultimi 20 anni, peccato davvero peccato.

Veniamo alla questione del rigore fallito da Insigne: non si condanna un calciatore che sbaglia un penalty, anzi bisogna plaudire il coraggio di chi ci mette la faccia però … però c’è un però, non credo che si possa mica essere felici per l’errore, errore che è costato una finale, errore che Insigne ha già commesso nei confronti dei piemontesi, infatti su 4 rigori tirati contro di loro ne ha sbagliati 3, questo avrà pur sempre un motivo oltre l’errore tecnico, questione di nervi, di spessore mentale, la differenza appunto tra un buon calciatore formato in casa e un fuoriclasse vero.

La gara è stata bruttina come spesso capita nelle finali di qualsiasi coppa, i gol delle “Zebre” sono stati due regali del Napoli, l’ennesimo retropassaggio inutile di Bakayoko ha messo Ronaldo da solo davanti a Ospina, il secondo è il classico gol preso in contropiede, con uno splendida incursione di Cuadrado che scarica al liberissimo Morata l’assist che ha consentito allo spagnolo di insaccare tranquillamente, il raddoppio .

Una nota di merito all’arbitraggio, che ha diretto bene una gara che è stata tutto sommato corretta, partita perfetta che ha lasciato molto straniti , ancora di più per  la considerazione che Valeri quando arbitra il Napoli è una sorta di iattura .

Diciamolo chiaramente ha vinto chi ha creduto di più nella vittoria, purtroppo.