Gli azzurri hanno affrontato la sfida con la giusta maturità: non hanno sottovaluto un avversario inferiore (battuto per la 9/a volta di fila), non si sono accontentati del pareggio, neppure dopo essere stati raggiunti.
Mancini, già privo dello squalificato Verratti, ha deciso di cambiare altre 4 pedine nella squadra passata in Armenia. In difesa ha tolto Florenzi e Romagnoli inserendo Izzo (a destra) e Acerbi, a centrocampo ha piazzato Sensi e in attacco, oltre a Immobile al posto di Belotti, ha messo, a sorpresa, Pellegrini a sinistra escludendo Bernardeschi. Kanerva, sul fronte opposto, ha deciso di varare un abbottonato 5-4-1 con Pukki unica punta, le novità Granlund e Vaisanen in difesa e Schuller e Lappalainen, in sostituzione dell’appiedato Sparv e di Soiri, a centrocampo.
L’Italia ha faticato a prendere le contromisure agli avversari e ha rischiato in avvio: Bonucci è dovuto intervenire in extremis per impedire a Lappalainen di concludere a tu per tu con Donnarumma, sull’angolo seguente Toivio, appostato sul secondo palo, ha calciato di un soffio alto un sinistro in diagonale. Passata la paura l’Italia si è rimboccata le maniche e, malgrado la tegola Emerson (infortunatosi dopo appena 8′ e rimpiazzato a sinistra da Florenzi), ha iniziato a produrre occasioni in serie: le migliori le avute Sensi che prima si è visto alzare in angolo da Hradecky un gran destro al volo in mezza girata poi non ha trovato lo specchio per un nulla con un altro bel destro da fuori. Gli azzurri hanno iniziato a sfruttare meglio la fascia destra con le sovrapposizioni di Barella e Chiesa e hanno mancato di poco ancora il bersaglio: prima con Immobile (colpo di testa di poco a lato su centro di Chiesa) e poi con Chiesa (diagonale addosso a Hradecky in uscita su cross basso di Barella).
Come nel primo tempo, l’Italia ha lasciato in avvio di ripresa agli avversari che hanno allertato Donnarumma con un sinistro da fuori di Pukki. Poi, a poco a poco, lo spartito è tornato lo stesso. Gli azzurri hanno ricominciato a macinare gioco e al 59′ sono passati: Chiesa dalla destra ha centrato per Immobile che, complice una preziosa deviazione di Vaisanen si è trovato sulla testa il pallone giusto per sbloccarsi in azzurro dopo 2 anni (non segnava dall’1-0 a Israele del 5/9/2017).
FINLANDIA-ITALIA 1-2 (0-0)
Finlandia (5-4-1): Hradecky, Grandlund (37′ st Soiri), Toivio, Arajuuri, Vaisanen, Uronen, Lod, Schuller (42′ st Kauko), Kamara, Lappalainen (29′ st Tuominen), Pukki. (23 Jaakkola, 12 Joronen, 7 Forsell, 9 Jensen,, 14 Karjalainen, 16 Pirinen, 22 Raitala, 17 Skrabb, 13 Soiri). All.: M. Kanerva.
Italia (3-4-3): Donnarumma, Izzo, Bonucci, Acerbi, Emerson (8′ pt Florenzi), Sensi, Jorginho, Barella, Chiesa, (27′ st Bernardeschi) Immobile (31 st Belotti), Lorenzo Pellegrini. (1 Sirigu, 20 Meret, 13 Romagnoli, 6 D’Ambrosio, 22 El Shaarawy, 11 Grifo, 15 Lasagna, 23 Mancini, 2 Tonali) All: Mancini.
Arbitro: Madden (Scozia).
Reti: 14′ st Immobile, 27′ st Pukki (rig.), 34′ st Jorginho (rig.).
Angoli: 4-2 per l’Italia.
Recupero: 2′ e 4′.
Ammoniti: Jorginho, Schuller, Donnarumma, Arajuuri, Vaisanen