La Campania leader nel settore del gioco online, sempre più percosso da normative e nuovi aumenti di tasse

NAPOLI. Sono anni di grande fermento per il mondo del gioco pubblico in Italia: nell’ultimo triennio, dal 2018 circa, i provvedimenti non sono di certo mancati. A cominciare dal Decreto Dignità, introdotto nel 2018 e in vigore in toto dallo scorso mese di agosto, quello che cioè ha bloccato il mercato della pubblicità, in ogni sua forma, e la stessa su giochi. C’è stato poi un progressivo aumento del Prelievo Erariale Unico (cd PREU), sugli apparecchi comprendenti vincite in denaro.

Si tratta del terzo aumento, previsto dal Documento programmatico di Bilancio 2020 a firma del numero uno del MEF, Gualtieri. Tra le misure anche provvedimenti nei confronti del gioco illegale, un affare da venti miliardi di euro per le mafie italiane, e l’istituzione di un Registro Unico degli operatori di gioco, col blocco totale ai pagamenti di soggetti operanti senza concessione. Dall’aumento di PREU e da altri provvedimenti lo Stato, per il prossimo anno, prevede un incasso di 500 milioni di euro, destinati a salire nel biennio 2021-2023.

Il settore gioco insomma ha subito varie vessazioni da parte di più Esecutivi, ed altre sono arrivate con la nuova Legge di Bilancio, approvata e in vigore. Quella che ha introdotto la Sugar Tax, ma non solo, ed ha aumentato nuovamente il Preu. Il tutto su un settore, un tempo ormai, fiore all’occhiello dell’industria nostrana, capace da solo di finanziare misure quali il Reddito di Cittadinanza e Quota 100.

Ma qual è il rapporto tra la spesa degli italiani nel gioco d’azzardo, la ripartizione territoriale e le entrate dall’Erario? La classifica su base nazionale stilata da SlotsGratisOnline è chiarissima: domina Roma, seguita da Milano e Napoli. Dietro alla top three troviamo Torino, Brescia, Bergamo, Salerno, Bari, Caserta e Bologna. Sono queste le dieci città con la spesa più alta di gioco: il dato è una fotografia geografica del gioco dello Stivale.

Sul podio spiccano Lombardia, che da sola rappresenta il 19% del totale nazionale, con una raccolta lorda di 17,4 miliardi e una spesa di 3,31, la Campania e il Lazio. La Campania ha superato il Lazio in termini di spesa, nel corso dello scorso anno. Si tratta della Regione che meno ha sentito di cali e perdite in termini di guadagno.  Infatti, in Campania la spesa è rimasta invariata, al contrario di Lazio e Lombardia, rispetto agli scorsi anni. Nel 2018, infatti, i miliardi totalizzati sono stati 1,83, con un calo di 0,4 miliardi rispetto al 2017. Sugli apparecchi da intrattenimento la spesa è rimasta pressoché invariata, a 900 milioni di euro. Le scommesse sportive sono cresciute (+6,6%) al pari delle virtuali (+14.5%), calano invece Gratta e Vinci (-9,6%), le scommesse ippiche (-6,7%) e il Lotto (-3,5%).

Dai dati regionali forniti da Agimeg nei mesi scorsi è emerso è che Napoli è la città, con relativa provincia, con la spesa più ampia, vicino ai 945,7 milioni di euro. Ma per spesa pro-capite vincono Salerno e Caserta, con le rispettive province, a 330 euro e 363 milioni nel primo caso e 350 euro e 323 milioni nel secondo. Seguono, infine, Benevento ed Avellino, con cifre nettamente a ribasso ma comunque tra le più alte del Sud Italia.

Lazio terzo, con 1,8 miliardi, in calo di circa 3 miliardi rispetto al 2017. Emilia-Romagna e Veneto si fermano a 1,4 miliardi, mentre segue la Puglia a 1,11 e Toscana a 1,09 miliardi ed il Piemonte, con 1,02. Segue la Sicilia con 986 milioni. Sedici su venti regioni italiane hanno speso meno sui giochi rispetto al 2018. Quattro sono le eccezioni: Abruzzo (+0,6%), Friuli Venezia-Giulia (+0,6%), Puglia (+1,9%) e Veneto (+14,5%).

Per quel che riguarda i giochi, i più quotati restano slot machine e VLT, con una spesa di 2,1 miliardi di euro. Crescono anche le scommesse sportive e virtuali (+8,8%), mentre cala il Superenalotto (-24,7%). Buoni score per il Bingo (+6,6%) ma non per il Lotto (stabile al -3,4%). 360 milioni invece la spesa per i Gratta&Vinci, che resta sostanzialmente invariata.