Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dell’associazione “Avvocati calatini” sulla fase 2 della giustizia. Tante ancora le limitazioni di fatto.
Dal 12 maggio è partita la fase 2 anche per la Giustizia, in cui però permangono ancora molte limitazioni rispetto alla fase 1 che, in pratica, fanno di certo capire che poco o nulla sia cambiato. Per il Tribunale, rimane prioritaria la celebrazione a distanza dei processi civili, per i quali si cerca di incentivare l’uso del web, mentre per i processi penali il rito rimarrà quello tradizionale.
Per tutti, però, è prevista la trattazione solo di quei processi indifferibili e che rivestono carattere di urgenza.
La fase 2 avrebbe dovuto anche quella di ripartenza dei processi innanzi al Giudice di pace, ma il differimento al 4 giugno conseguente al decreto del Presidente della Corte di Appello di Napoli, ha fatto slittare l’inizio a tale data. Invero, la decisione di differire la data è stata adottata in ragione della verifica approfondita circa la possibilità di utilizzo, da parte dei Giudici di pace, del sistema a mezzo collegamento di una della piattaforme di videoconferenza a distanza. Gran parte degli uffici, infatti, non pare ancora pronta per il processo a mezzo web; da qui la decisione citata che non gli avvocati non auspicavano.
“Come associazione, eravamo pienamente coscienti del fatto che l’attività dei Giudici di pace non sarebbe ripresa il 12 maggio” afferma l’avv. Caradonna presidente degli Avvocati Calatini, “giacché sapevamo che vi erano ed ancora vi sono difficoltà sia nell’ allestire tecnicamente il collegamento a distanza tra il Giudice e gli avvocati, sia nella organizzazione delle Cancellerie per l’adempimento dei preliminari alla celebrazione dei processi a mezzo web”. “D’altro canto, come associazione, ci eravamo già attrezzati per questa evenienza, organizzando incontri propedeutici in tal senso, tra noi associati e con il personale ed i Giudici dell’Ufficio di Maddaloni, quindi saremo pronti per riprendere il 4 giugno prossimo, al contrario di altre realtà”.
L’udienza a distanza davanti al Giudice di pace non si svolgerà –ovviamente- come quella con la presenza fisica.
“I Giudici sceglieranno massimo 10/12 processi da celebrare”, continua l’avv. Caradonna, “in primis quelli pronti per essere decisi e tra questi i più vecchi; poi, se ci sarà spazio, si potranno celebrare quei processi in cui vi sono tutte le parti costituite, ma non quelli dove vi sono testi o ctu, che saranno rinviati d’ufficio a date successive al 31 luglio e quindi a settembre. A breve, partiranno gli avvisi per le parti costituite in quei fascicoli che i Giudici avranno scelto per trattare a mezzo web la prima udienza utile.
Tutti gli altri, saranno rinviati d’ufficio a date che saranno comunicate dalla Cancelleria”.