La forchetta a quattro punte è nata con i Borbone

La forchetta a quattro punte è nata con i Borbone

Di Fiore Marro

Caserta 11 giugno 2018

Forchetta:  accademia  dei sensi ,forchetta e spaghetti . Napoli Palazzo Reale.

La forchetta è un oggetto per noi oggi di uso comune, proprio non sapremmo farne a meno a tavola. Eppure fino a non troppo tempo fa, sopratutto sulle tavole nobili, il suo uso veniva visto perfino come una stravaganza.

La forchetta, come oggetto per infilzare cibi, è nota da tempi antichissimi forse introdotta in occidente dai bizantini. Ma si trattava di un oggetto molto diverso da quello attuale. Infatti aveva due o tre punte (il termine corretto sarebbe rebbi).

Le nostre forchette, per capirci quelle che usiamo tutti i giorni a casa, hanno invece quattro punte e furono inventate, udite, udite, a Napoli! O meglio furono introdotte alla corte di Ferdinando IV di Borbone, nel 1770 ad opera di Gennaro Spadaccini ciambellano di corte.

La storia narra che l’ingegnoso Spadaccini trovò la soluzione ad un problema di non poco conto. Il tutto è legato al consumo di pasta ed in particolare di spaghetti. Gli spaghetti, il cui consumo iniziava a diffondersi in maniera cospicua proprio nel settecento, rendeva problematico il servirli  a tavola nei pranzi ufficiali, perché piuttosto complicati da mangiare con le mani e decisamente sconvenienti anche per una tavola abituata a servirsi con le mani. Ferdinando di Borbone, desiderando non privarsi di questo gustoso piatto, ordinò che venisse trovata la soluzione. E fu così che l’ingegnere di corte studiò e ristudiò la vicenda modellando e rendendo più funzionale la vecchia forchetta lunga e a tre punte, più simile ad una arma che ad una posata, adatta per prendere la carne, ad esempio, ma decisamente scomoda per gli spaghetti.

La soluzione fu di aggiungere una punta, accorciarne i rebbi e renderla anche meno appuntita.

Ed ecco quindi che a pieno titolo possiamo dire oggi che la forchetta che tutti oggi usiamo sulle nostre tavole è decisamente nata a Napoli!

Il quarto rebbio fu invenzione del ciambellano di re Ferdinando IV di Borbone. Per poter mangiare meglio gli spaghetti. E dalla corte di Palazzo Reale si diffuse in tutto il mondo

Un bel piatto di spaghetti ai frutti di mare non si gusta bene senza la forchetta. Vongole, cozze, tartufi, lupini, cannolicchi, telline: tutto il nostro mare di saporiti frutti. Un must della tavola napoletana. Da sempre. Da quando esiste la pasta filiforme in Italia. Furono i Borbone a introdurre l’uso della forchetta moderna a quattro punte. Pare infatti che, sopratutto per rendere più agevole la presa dei fili di pasta, il ciambellano di re Ferdinando IV di Borbone abbia avuto l’intuizione di portare a quattro i rebbi della posata. E da lì, dalla seconda metà del Settecento, si è diffusa in tutto il mondo.

La storia insegna, infatti, che ci si è sempre serviti delle mani, o di coltelli appuntiti, per portare alla bocca pezzi di cibo, anche se esistevano vari strumenti, fatti di materiali dall’osso al ferro, per infilzare le carni in cottura. Ma la forchetta arrivò dopo il cucchiaio e il coltello. Quando e dove nacque? Una idea di simil forchetta era usata già dai romani. L’arnese a più denti fu pensato nell’alto Medioevo, alla corte di Bisanzio, dove un acuminato pugnale fu trasformato prima in una sorta di spillone e poi in una forchetta. Dopo il mille, nelle corti la tradizione era ancora quella di Ovidio: con le tre dita si attingeva direttamente dal piatto. Usare anche solo una forchetta bidente era considerata quasi una eccessiva lussuosa diavoleria. Anche nell’era tardo medioevale si era giudicati raffinati se si mangiava con le mani. In Italia, qualcosa di simile a una forchetta venne utilizzata dal Trecento per l’arrivo sulle tavole della pasta. Nel ‘500 borghesi e mercanti la usavano tutti i giorni, i nobili non la consideravano obbligatoria.