DI REDAZIONE – GDZ
Il sogno della juve s’infrange nel recupero al minuto 93, i bianconeri dopo l’andata vanno al Bernabeu fanno soffrire le merengue ma vengono sbattute fuori dalla champions, la coppa maledetta che non vincono mai secondo qualche detrattore, in altre parole un falllimento.
L’impossibile che diventa reale, il Real Madrid rimontato in casa di tre gol. Un altro miracolo dopo quello dell’Olimpico della Roma, ma stavolta incompiuto, eppure sembrava fatta, supplementari praticamente raggiunti, dopo la doppietta di Mandzukic, gli svarioni avversari e le parate di Buffon, tutto finisce per un calcio di rigore a tempo scaduto. Il rigore fa esplodere le polemiche, perché Benatia cerca la palla ma atterra Lucas Vazquez pronto a colpire a botta sicura, ma inaccettabile dopo essere arrivati ad un passo così dall’impresa storica. Passano il turno i padroni di casa, segna indovinate un po, il solito Cristiano Ronaldo che stavolta ha messo la firma dal dischetto. A Buffon restano solo le proteste e le lacrime, la rabbia e la frustrazione.
Al primo minuto, con la discesa di Douglas Costa spacca la retroguardia avversaria e un po’ tutta la partita, permettendo a Mandzukic di insaccare il cross di Khedira e sbloccare il punteggio. Il Real ha sbandato davvero solo un quarto d’ora, ma in fondo non si è mai ripreso. Anche perché quando stava davvero ritrovando se stesso, intorno a metà tempo, si è fermato sulle parate di Buffon. E proprio nel suo momento migliore ha incassato il raddoppio, praticamente in fotocopia, sul traversone stavolta di Lichtsteiner. Il terzo gol è arrivato subito ad inizio ripresa, su una papera di Keylor Navas, che avrebbe dell’incredibile se tutto quanto successo prima e dopo non avesse quasi del sovrannaturale: il portiere in uscita comoda ha lasciato la palla a Matuidi per il tap-in.
Sullo 0-3 la Juventus è sembrata quasi accontentarsi della prospettiva dei supplementari, o semplicemente ha pagato d’un colpo lo sforzo sovrumano per arrivarci. Ma sarebbe assurdo fare di un calo fisiologico, fisico o emotivo che sia, la colpa di quello che è accaduto dopo. Anche perché il Real non aveva fatto nulla, se non spingersi un po’ in avanti, terrorizzato di incassare la quarta rete della condanna definitiva. I supplementari sembravano inevitabili, fino all’ultimo secondo dell’ultimo minuto di recupero, quando la retroguardia bianconera si è fatta trovare scoperta su un taglio di Vazquez, toccato alle spalle da Benatia in recupero disperato. L’arbitro Oliver ci ha pensato un paio di secondi interminabili: sul suo fischietto forse ha pesato anche la storia dei campioni d’Europa, ma non si può dire che abbia sbagliato. E figurati Ronaldo dal dischetto.
Finisce con Buffon espulso per le proteste, più di fronte al destino dell’ennesima Champions sfumata sul più bello che all’arbitro, i giocatori furibondi, persino Andrea Agnelli in campo. Ma è tutto inutile. Se qualche rimpianto resta, è solo per la sconfitta dell’andata, e nemmeno per essersi inchinati alla rovesciata di Ronaldo ma per aver buttato via il finale di match a causa dell’imbarcata finale. Il resto sono solo recriminazioni