di GESUALDO NAPOLETANO
Stasera è andato in scena il match tra la The Fleex Pistoia e la Pasta Reggia Caserta finito con un risultato finale di 77-64 per i padroni di casa.
Un inizio in affanno per la Juvecaserta che subisce un parziale di 11-5, causa una difesa molle. Crosariol giganteggia sotto le plance, tra rimbalzi e punti riesce a “demolire” uno spento Mitchell Watt. Fortunatamente a suon di triple e di buon attacchi da parte della squadra bianconera, il primo tempo finisce sul 40-40, con un bel 6/16 da tre per Caserta.
Ecco che inizia il secondo tempo. Sembra averlo già visto. Un nuovo parziale di 11-5 in favore dei padroni di casa, mette palesemente in crisi la Pasta Reggia Caserta. Nonostante ciò Pistoia non riesce ad approfittare pienamente delle distrazioni degli ospiti, chiudendo il terzo quarto con un misero +7 (58-51). Un punteggio che vede avanti la squadra che ha giocato meno peggio.
Inizio ultimo quarto con lo stesso atteggiamento restio visto nel quarto precedente da parte della Juvecaserta. Dove sei Watt? Probabilmente questa è stata la domanda che si sono fatti i vari Boothe, Magro e Crosariol, che hanno fatto ciò che volevano sotto canestro.
Una bruttissima partita da ambo le parti. Caserta senza Josh Bostic e Pistoia senza Chris Roberts, con Watt e Pettway inesistenti. Uno spettacolo dell’orrore al PalaCarrara, assolutamente vietata la visione dei bambini. Per la Juvecaserta si salvano solo Sosa e Putney, per il resto buio totale. Buona invece la prestazione dell’ex Ronald Moore. Nemmeno il doppio confronto è stato salvato dai bianconeri che all’andata vinsero di +9 contro i biancorossi (74-65).
Se avesse vinto la Juvecaserta sarebbe balzata al sesto posto in classifica, ciò non è avvenuto e si ritrova al 12° posto con 18 punti.
Ora ci sarà la pausa Final Eight. Un po’di tempo per la Pasta Reggia Caserta, che dovrà assolutamente riflettere e cercare di migliorare sotto tanti aspetti, uno su tutti il rimbalzo. È da inizio campionato che soffriamo sotto canestro. Non è possibile per una squadra che vuole salvarsi, farsi saltare “in testa” dagli avversari.