Di Guido Alizieri
Quante volte, uscendo fuori da questa regione, varcando i confini immaginari del Sud Italia, vi sarete sentiti giudicati per il solo luogo di nascita che c’è scritto sopra la vostra carta d’identità.
Quante volte vi siete trattenuti dal dire sul posto di lavoro o a scuola che provenite da zone dove la criminalità è il fenomeno dilagante di quel territorio.
Quante volte, i nostri nonni, andando a cercare lavoro e sviluppo nelle fabbriche del Nord sono stati discriminati, derisi e emarginati per avere l’unica colpa di essere nati in un territorio dove il 90% dei casi di cronaca è incentrato su una delle 3 grandi mafie mondiali: Camorra, Ndrangheta e Cosa Nostra.
Con la puntata di KingsofCrime di ieri sera, al grande pubblico, almeno per una notte, è chiara anche un’altra cosa: anche al Nord c’è la criminalità.
Basta con questa retorica che il Nord è sviluppo e il Sud è mafia.
La storia di Felice Maniero ci racconta come esistano, sono esistite ed esisteranno sempre mafie prettamente del Nord, come la sua ormai ex mala del Brenta.
È ora che lo Stato prenda provvedimenti seri contro ogni tipo di criminalità che ci toglie il futuro.
Che ci affama. Che ci uccide. Che ci elimina. Che ci sfrutta.
Senza divisioni ma con l’unico obiettivo di fare il bene dell’Italia.
Raccontando, si crea coscienza civile.
Mostrando i fatti, si crea coscienza civile.
E poi si vince.