LA MANCATA ATTUAZIONE DELLO STATO PALESTINESE E L’ANTISEMITISMO ANTISRAELIANO.

Le cronache sono piene dei massacri quotidiani operati dalle forze israeliane nel territorio di
Gaza, alla perenne ricerca di HAMAS e del suo establishment politico-miliare da annientare.
Poco importa che nella vana ricerca degli stessi, si siano massacrati oltre 50000 palestinesi ad
oggi. E’ vero, a cominciare sono stati gli uomini di Hamas col massacro che ha prodotto 1700
vittime israeliane nei Kibbutz al confine della striscia di Gaza, il 7 ottobre del 2023. Ed anche
una cifra vicina ai 300 ostaggi, operata nella speranza che il timore delle famiglie inducesse il
governo di Nethaniau fosse indotto ad andarci piano con la rappresaglia che ne sarebbe
fatalmente conseguita da parte dello Stato d’Israele. A fronte di ciò, del fatto che in molte
Nazioni, a cominciare da quelle dell’Unione Europea, ma anche la Turchia ed altre
territorialmente, se non militarmente e politicamente coinvolte come la Siria e l’Iran
soprattutto, non si incoraggi minimamente a continuare nel massacro, pur riconoscendo
l’orrore della strage del 7 ottobre operata da Hamas, al quale persino viene riconosciuto lo
Status di parte politica nel conflitto, e non mera congrega di terroristi ed assassini, ci si duole
come di un fatto che tenta di frenare la distruzione di Hamas e la completa eradicazione da
Gaza dei suoi capi e miliziani. “: l’azione militare continuerà finché Hamas non sarà distrutto
per sempre!”, continua a tuonare il leader israeliano Nethaniau, benché, anche il grande
alleato degli Stati Uniti inviti alla moderazione, e però del tutto inascoltato. Certo gli Stati
Uniti pure non sono stati con le mani in mano, ed oltre a fornire armi, come del resto fa
continuamente a Israele in una alleanza che è sempre stata di ferro, soprattutto a causa del
fatto che negli Stati Uniti la componente di origini ebraiche è molto forte non solo
numericamente, ma anche politicamente e soprattutto finanziariamente, tant’è che George W.
Bush ha scatenato le guerre ‘preventive’ in Afghanistan ed in Iraq, avendo scelto come
vicepresidente uno dei maggiori epigoni e rappresentanti della comunità ebraica statunitense ,
Cheeney, e non è un caso. Tralasciando poi ( ma si fa per dire), il numero dei massacrati che
assomma ad oltre 50000, di cui la metà bambini, donne e giovanissimi, nella striscia di Gaza,
a fronte dei circa 2000 israeliani uccisi o presi in ostaggio, e non certo per tentare un macabro
confronto che pure si rende necessario, vista l’invocazione da parte di tutti, a cominciare dal
Presidente Biden, che raccomandava la ‘proporzionalità’ della risposta israeliana all’azione
criminale del 7 ottobre scorso, ma davvero il giusto sta tutto dalla parte di Israele ed Hamas è
solo un pazzo terrorista? Sembrerebbe proprio di no, viste le origini stesse dello Stato
d’Israele basato sulla risoluzione dell’ONU n.181 in base alla quale , il 14 maggio 1948, si
istituì lo Stato di Israele ma non quello arabo come contenuto nella stessa risoluzione che si
riporta sinteticamente come presente nell’Enciclopedia Treccani :” Il piano adottato
dall’Assemblea generale delle NU (29 nov. 1947) per la spartizione
della Palestina mandataria in due Stati: uno ebraico, comprendente
il 56% del territorio, l’altro arabo, sulla parte restante, mentre
Gerusalemme sarebbe stata corpus separatum sotto
l’amministrazione delle NU. Approvata a larga maggioranza dopo
lunghi negoziati preliminari, fu accettata dallo ebraico e respinta
dalla comunità araba, e non fu mai attuata.”
Per non parlare di tutte le guerre che ne sono scaturite con centinaia di migliaia di morti in
una regione che comprende, oltre Israele, Libano, Siria, Egitto, Iraq, Giordania, che hanno

provocato anche crisi internazionali gravissime, come la crisi di Suez, che si sta un po'
ripetendo con gli attentati Houti che hanno provocato la sanguinosa risposta degli Stati Uniti
attraverso i bombardamenti effettuati dalla sua flotta nel mediterraneo di fronte alle coste
israeliano-libanesi. Di fatto però, anche se 1956 fu il dittatore egiziano Nasser a chiudere Suez
, mentre oggi è il timore degli attentati e dei dirottamenti degli Houti a costringere le navi
mercantili a non mettere prua nel mar rosso con necessaria circumnavigazione dell’africa, nei
commerci tra l’oriente estremo e l’Europa e gli Stati uniti, i risultati negativi sono gli stessi:
aumento dei costi del trasporto marittimo ed aumento delle merci sui mercati occidentali,
caro-prezzi ed aumento del costo della vita in occidente. Poi ci fu la gravissima crisi dovuta
alla guerra dello Yom Kippur, scoppiata durante la festa ebraica , e scatenata congiuntamente
da Egitto e Siria, per liberare i territori occupati da Israele a seguito della guerra dei sei giorni
del 1966, sulle colline del Golan in territorio siriano e nel Sinai in territorio egiziano. E pure
da lì, una e più risoluzioni dell’ONU avevano ingiunto ad Israele di ritirarsi. Ma finché ci sarà
la protezione degli Stati Uniti anche in sede diplomatica, attraverso il consiglio di sicurezza
permanente dell’ONU, che può impedire qualsiasi azione militare di contrasto alle azioni
illegali ai sensi del diritto internazionale e della carta dell’ONU, Israele fa e farà come crede
come fosse il padrone del medio oriente e questo non farà bene alla pace. Del resto molti Stati
importanti, come la Turchia, che tra l’altro fa parte della NATO, ad intrattenere relazioni
diplomatiche con Hamas, considerandolo rappresentante politico dei palestinesi, e persino la
Cina che è anch’essa membro permanente del consiglio di sicurezza dell’ONU, ne riconosce
l’autorità, la disinvoltura politico-militare di Israele e Stati Uniti ne è sconfessata in tutto o in
parte. Gli Stati Uniti, anche a causa delle elezioni Presidenziali che si terranno quest’anno
mostra di essere più prudente ed il Presidente in carica Biden, che fin dall’inizio del suo
mandato ha dimostrato con il ritiro definitivo e completo delle truppe in Aghanistan,
abbandonando il paese ai Talebani, che è del tutto disinteressato alle sorti delle popolazioni
locali . E questo porterà in auge la politica e le aspirazioni di un nuovo mandato presidenziale
per il ‘Tycoon’ , Donald Trump. Poi non ci si meravigli che Putin possa invadere uno Stato
sovrano e la comunità internazionale non possa intervenire militarmente per fermare un
sopruso. E già, l’ONU è basato sul diritto di veto delle grandi potenze, tra cui la
Confederazione russa che ha preso il posto dell’Unione Sovietica e sulla reciproca ipocrisia
per cui tu, membro permanente del consiglio di sicurezza ( ma sicurezza di chi?) invadi uno
stato, fai un massacro qua, ed io ne faccio uno là, e guai a chi protesta. Tanto poniamo il veto
subito!. Hai voglia che la Nigeria invoca nell’assemblea delle Nazioni la messa in stato di
accusa di Israele di fronte alla suprema corte dell’Aia! Se proprio vogliamo dirla tutta anche il
massacro delle torri gemelle di New York operato dai terroristi di Al Qaeda è una propaggine,
un prodromo della politica americana in medio oriente, coi due pesi e le due misure, a favore
a prescindere di Israele, e , di fatto, contro i palestinesi. Non c’è equità nel consiglio di
sicurezza dell’ONU e noi non ne faremo mai parte come Italia, per giudizio divino? No,
perché siamo uno stato che è stato fascista ed abbiamo perso la guerra. Stati Uniti e Russia
stanno facendo quello che vogliono sulla scena internazionale, provocando morte e
distruzione. Adesso tocca alla Cina. Vedrete che a breve toccherà a Taiwan di essere invasa. Il
suo destino di soccombenza è stato già scritto dai potenti della terra. Non si difende la
democrazia, ma la supremazia! Ed il secolo cinese sta per far sentire i suoi effetti.