La Terra dei Fuochi non e’ una emergenza per la Regione Campania.

di GIOVANNA PAOLINO

Nei giorni scorsi la notizia :  “BONIFICA BEFFA ,INUTILIZZATI 500 MILIONI”, ovvero mezzo miliardo di euro inutilizzato per bonificare  il territorio inquinato della Terra dei Fuochi.

Mezzo miliardo di promesse che  il Presidente Vincenzo De Luca e l’opposizione  regionale, che ha il compito di controllare, hanno lanciato al vento per il riscatto della nostra terra , sempre usato a fini propoagandistici  ed elettorali.

” E’ un fiume di denaro che torna indietro- afferma il Dott. Domenico Bovienzo Agronomo  –  Non e’ possibile con questa poverta’ che c’e’ in giro.  Servirebbe solo la giusta volonta’ politica”. Da tempo Domenico Bovienzo si sta battendo per la coltivazione della canapa sativa  ottimo fitodepuratore,pedoclimatico,disinquinante . “Perche’- dice –  questi contributi non distribuirli ai tanti coltivatori di TERRA DEI FUOCHI e regionali – dove abbiamo visto che tale prodotto va  benissimo  e determina solo un valore aggiunto  ambientale .

Sulla vicenda interviene anche l’Onorevole Piernicola Pedicini, Europarlamentare del Movimento 5 Stelle.

“L’emergenza “Terra dei fuochi” – dice – non è mai stata una priorità per la Regione Campania e gli interventi pianificati negli anni scorsi per la bonifica e il monitoraggio sono stati superficiali e inconcludenti nonostante ci fossero ingenti risorse economiche provenienti dai fondi europei”.

Il programma 2007-2013 per la Campania, cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale , fornisce un sostegno a misure di ripristino dei siti contaminati nella regione Campania, compresa la “Terra dei fuochi”, che prevede uno stanziamento di 140 milioni di euro. Finora sono stati certificati all’Unione europea circa 8 milioni di euro. La Commissione segue lo stato di avanzamento dei progetti pianificati nell’ambito di questo obiettivo”.Per quanto concerne il periodo 2014-2020, sono attualmente in corso discussioni tra le autorità regionali campane e l’Unione europea in merito all’inclusione di misure potenziali per il recupero dei siti inquinati in questione nell’ambito del programma 2014-2020 per la Campania che non è ancora stato adottato dalla Commissione”.

Nell’interrogazione di Pedicini e degli altri portavoce del M5s, veniva anche chiesto qual era la situazione rispetto alla sentenza del 6 novembre 2014 C-385/13, con la quale la Corte di Giustizia Ue respingeva definitivamente il ricorso dell’Italia contro il mancato pagamento, da parte della Commissione europea, di una parte dei fondi strutturali Ue che nell’anno 2000 erano stati destinati alla Campania per contribuire alla predisposizione, mai attuata, di un sistema regionale efficace di raccolta, gestione e smaltimento dei rifiuti.

Rispetto a questo la Commissione ha risposto evidenziando che “nel quadro della procedura di infrazione 2007/2195 la Ue ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia europea poiché ritiene che le autorità italiane non abbiano adottato tutte le misure necessarie per assicurare un sistema adeguato e integrato di gestione dei rifiuti in Campania. La causa in questione C-653/13  è ancora pendente innanzi alla Corte di giustizia Ue.