Palazzo Buonpane a Casapulla antica dimora privata edificata tra il ‘700 e l’800. Ennesimo scempio del patrimonio storico -architettonico del nostro territorio. E’ l’Ingegnere Giuseppe Florino, ancora una volta, a lanciare l’allarme in merito alla salvaguardia di questo storico palazzo posto sotto l’ala protettiva del Mibact. ” Palazzo Buonapane- dice – oggi versa in uno stato pietoso , ” cade a pezzi”, tanto che il Comune mediante il supporto della Polizia Municipale e dei Vigili del Fuoco , ne ha disposto le misure di sicurezza per via dei probabili crolli , che potrebbero minare la sicurezza cittadina”. Chi scrive conosce molto bene il patrimonio culturale di Casapulla per averci trascorso la propria infanzia ma molti cittadini della nostra provincia sono completamente all’oscuro dell’esistenza di questo e di altri antichi e prestigiosi palazzi presenti nel territorio casapullese. Come mai si è giunti a ridurre un palazzo storico in questo modo? ” Sono colpevoli- risponde Giuseppe Florino – certamente i 22 proprietari, che hanno mostrato palese disinteresse alla tutela del bene, nonostante le prescrizioni del Ministero. Mi sento di esprimere profondo sdegno verso questa eccessiva mancanza di cura, verso un palazzo storico come quello dei Buonpane “. E aggiunge Credo che, il procedimento disposto dal comune e dalla soprintendenza, con il quale viene fatto obbligo ai proprietari alla messa in sicurezza del Palazzo, non basta! So che il comune non ha alcun potere di intervento sul bene in questione,in quanto di proprietà privata ma, si potrebbe adoperare affinché in accordo con la Soprintendenza Regionale venga applicata ai privati il D.lg. 42/2004, alienando il bene e attivando un piano di ripristino e restauro del palazzo. Il palazzo dei Buonpane a Casapulla è uno dei più pregevoli esempi di antica dimora privata della Provincia di Caserta, fino a qualche anno or sono abitato ed ora in malinconico abbandono. La perdita delle funzioni residenziali ha portato rapidamente alla scomparsa di molte delle opere d’arte mobili (anche nella cappella attigua al palazzo) e al drammatico peggioramento delle condizioni statiche. Il palazzo Buonpane è ubicato in via Fiume, Casapulla, e si colloca nell’ultimo isolato che si incontra sulla sinistra, provenendo dall’attuale tracciato dalla statale Appia prima di giungere alla piazza dove sorge l’imponente parrocchiale di Sant’Elpidio. L’edificio attuale mostra una articolata e intricata stratificazione di interventi succedutisi nel corso dei secoli: alcuni di essi restano piuttosto oscuri e lasciano solo ipotizzare la struttura dell’edificio, altri relativamente più evidenti, suggeriscono volumetrie e datazioni più affidabili.La famiglia Buonpane, che si fregia del titolo di marchese, non è citata in alcuno dei principali testi di araldica del Regno di Napoli. Certamente, per più di tre secoli i Buonpane possedettero una residenza di famiglia in Casapulla, casa riconosciuta senza dubbio nell’edificio di cui stiamo parlando. In planimetria, il più antico edificio avrebbe avuto uno sviluppo sul fronte strada dal fianco destro della cappella, delimitato dalla viella, fin dove l’attuale facciata piega bruscamente ad angolo ottuso . Questa parte più antica del palazzo probabilmente si organizzava intorno al piccolo cortile retrostante la cappella (forse in origine più vasto e poi ridotto per la fondazione del luogo di culto), racchiuso da due ali disposte a formare una U. Tale possibile prima configurazione edilizia, piuttosto angusta, sembra potersi riferire ad una ispirazione ancora tardo rinascimentale . Il tutto, comunque, lascia intuire modeste aspirazioni abitative, tipiche di ceti mercantili, legati alle professioni e al piccolo possesso terriero. L’ipotesi è avvalorata dalla struttura della muratura, dalla tipologia e dalla posa in opera dei materiali utilizzati (tufi squadrati in blocchi di medie dimensioni ma di discreta regolarità) e dalla disordinata (ma funzionale) distribuzione degli ambienti, di dimensione assai variabile (in funzione della destinazione d’uso), disorganicità non risolta nelle ristrutturazioni successive. Lo sviluppo dell’ipotetico edificio originario è circoscrivibile anche grazie ad una prima analisi dello spessore dei setti murari desumibili dal rilievo disponibile.
” Attendiamo- conclude Giuseppe Florino- sviluppi su questa incresciosa situazione situazione”.