Di ANTONIO DE FALCO
MARCIANISE. La legge va rispettata, su questo dobbiamo essere tutti d’ accordo. Poi esistono le varie sfaccettature di ogni storia e di quelle bisogna necessariamente tener conto.
Stiamo parlando dell’ interporto di Marcianise ma soprattutto Intendiamo parlare dei numerosi lavoratori che ieri hanno chiamato la nostra redazione per manifestare la loro paura di perdere o almeno rischiare di perdere quel posto di lavoro che per tante famiglie oggi rappresenta la quotidianita’ e la certezza di una vita serena.
Sappiamo che in questi giorni sono stati notificati diversi avvisi di garanzia a conclusione delle indagini sui nuovi lavori dell’Interporto e sulle proporzioni che, secondo l’ accusa, non rispetterebbero quelle stabilite in sede di accordo fra lo spazio previsto per le infrastrutture e quello previsto per i servizi.
Ma se da un lato c’ e’ la legge, che continuera’ sicuramente a fare il suo percorso, dall’ altra c’ e’ una realta’ lavorativa nel Mezzogiorno capace di dare occupazione a tantissime famiglie.
Dicevamo, all’ inizio dell’ articolo, delle telefonate ricevute da numerosi lavoratori impiegati in qualche modo all’ interno dell’ interporto La paura di trovarsi catapultati nel meccanismo cassa integrazione – mobilita’ – licenziamento li ha spinti in qualche modo ad intervenire.
Ci hanno raccontato di una struttura che ad oggi e’ capace di dare lavoro a migliaia di famiglie e che sono previsti per il futuro altri piani occupazionali sotto forma di corsi o assunzioni dirette.
” Lavoro all’ interporto da 18 anni – ha detto M. G.-in negativo o in positivo ogni mese prendo lo stipendio e vado avanti con la mia famiglia. Come me ci sono altre migliaia di persone nelle stesse condizioni. Ci chiediamo perché di questa struttura si parla sempre e solo in modo negativo? “.