Le associazioni dell’Alto Casertano in video conferenza moderati da Giuseppe Vozza

Siamo in tempi di coronavirus, ma l’attività di volontari ed associazioni dell’Alto Casertano non si concede soste.
Infatti, nel pomeriggio di oggi si è avuto un bel dibattito tramite una video-conferenza durata quasi due ore. Alla video, moderata dal nostro Giuseppe Vozza, per Belvederenews, sono intervenuti: Simona Fracasso, in qualità di presidente dell’associazione culturale intercomunale “Storia Viva”, Iolanda Gazerro, vicepresidente di “Storia Viva”, presidente “Nuova Pro-Loco di Tora e Piccilli” e consigliere UNPLI Caserta, con delega all’ Alto Casertano, Donatella Palermo, segretaria e responsabile comunicazione, Concetta Fazzone, responsabile ambiente ed ecologia, Antonio Di Salvo, tesoriere e responsabile gruppi storici, Ivan Franceschelli, responsabile service e musica, Katia Gazzerro, responsabile associazioni presidente dell’associazione “Discipline Orientali”, Luigi Formicola, regista e scenografo, Giusy Giordano, responsabile scuole, Maria Tacelli e Antonio Gliottone, gruppo giovani, Ivan De Cesare, responsabile sicurezza.
Dopo una breve introduzione di Giuseppe Vozza che ha sottolineato l’importanza dell’Alto Casertano, quale zona ricchissima di beni culturali, di storia e di tradizioni, ha preso la parola Simona Fracasso, la quale ha voluto evidenziare l’importanza delle varie associazioni di fare rete per meglio raggiungere obbiettivi comuni, per un’area che da tantissimi anni è stata abbandonata al suo destino pur potendo vantare delle ricchezze uniche, come ad esempio le famose Ciampate del Diavolo.
Sulla stessa lunghezza d’onda Iolanda Gazerro, che ha sottolineato come, per la prima volta, all’interno dell’UNPLI, l’unione delle Pro-Loco dell’intera provincia di Caserta, sia stato conferito l’incarico di referente per la zona settentrionale di Caserta.
Donatella Palermo ha sottolineato che è importante una migliore e maggiore comunicazione, perché pur avendo tante cose da raccontare è molto difficile raggiungere i consueti canali di informazione.
Concetta Fazzone ha comunicato che sono state intraprese pratiche di conduzione agricola ed in particolar modo attività di allevamento di api, che, per la varietà di alcune specie vegetali della zona, possono dare luogo a tipi di miele molto richiesto dal mercato.
Antonio Di Salvo ha ricordato come siano importanti le varie rievocazioni storiche, specialmente nell’area considerata che riesce a comunicare con le zone una volta Terra di Lavoro.
Ivan Franceschelli ha sottolineato l’importanza della musica, che deve essere necessariamente quella tradizionale.
Katia Gazzerro con la sua associazione, riguardante discipline come yoga e discipline olistiche, si sta impegnando anche nel settore della musica tradizionale.
Luigi Formicola ha evidenziato l’importanza di avere anche una protezione civile intercomunale per meglio rispondere alle varie esigenze delle comunità.
Giusy Giordano ha ricordato l’importanza delle associazioni con il mondo della scuola, perché è preferibile far scoccare nei bambini e nei ragazzi l’amore verso la terra natia.
Ivan De Cesare, Maria Tacelli e Antonio Gliottone si sono detti felicissimi di far parte di un gruppo che sta cercando di promuovere il territorio.
Giuseppe Vozza, nel chiudere il giro di interventi, ha evidenziato come l’Alto Casertano con le realtà associative presenti sul territorio può costituire una vera e propria cerniera tra il Basso Lazio e la zona molisana-abruzzese e tutta la Campania, nell’ ottica della proposizione di un diverso modello di sviluppo che non deve essere solo socio-economico, ma anche e soprattutto culturale.
Ha concluso i lavori Simona Fracasso. La presidente di “Storia Viva”, nel ricordare come sia abbastanza vasta l’area dell’Alto Casertano, al punto da racchiudere ben due parchi regionali, quello di Roccamonfina e del Matese, ha detto d’essere contenta che diverse associazioni e pro-loco si siano messe insieme per meglio raggiungere gli obbiettivi prefissati, vale a dire tutela e valorizzazione dell’intero comprensorio, volendo offrire sempre di più ai più diversi turisti, viaggiatori ed a tutti gli abitanti della zona la fruizione di un ambiente ancora incontaminato, beni culturali di primo ordine e tradizioni storico-popolari, come il brigantaggio, in un disegno più ampio che possa tenere conto anche di diverse possibilità occupazionali.