Anche se per me non è stata inattesa, la notizia della scomparsa di Vito Faenza
il 18 luglio 2022, dopo una lunga e dolorosa sofferenza, lascia in me un grande vuoto e dolore. Con lui se ne va un
pezzo della mia gioventù vissuta insieme prima come studenti al Liceo Diaz di Casera poi nella
redazione napoletana de L’Unità.
Vito si è spento nella sua abitazione di Aversa, assistito dalla moglie, Luisa Melillo e dal figlio Luca.
Se l’è portato via un tumore che aveva scoperto alcuni mesi fa. Come ha ricordato il nostro collega
Raffaele Sardo : “ Vito, classe 1948, aveva cominciato la sua carriera giornalistica nel quotidiano
l’Unità, dopo i suoi trascorsi nella pallavolo come giocatore della massima serie. All’Unità era
stato assunto a maggio del 1976, ed è stato anche inviato speciale. Ha lavorato a lungo nella
storica redazione napoletana di Via Cervantes, con Luigi Vicinanza, Franco di Mare, Federico
Geremicca, Marco De Marco, Antonio Polito, Mario Bologna e con gli storici reportage di Mario
Riccio. E’ rimasto legato al quotidiano comunista per più di 23 anni, occupandosi praticamente di
tutto, dal terrorismo alla cronaca, dalle manifestazioni operaie a quelle studentesche. Amava
ricordare gli anni di piombo, quando finì sotto tutela perché minacciato. Nei miei libri ho citato
spesso i suoi articoli che ho ritrovato nell’archivio storico dell’Unità. E’ stato per tanti di noi un
punto di riferimento”. Si può dire un verso maestro, sempre generoso e disponibile.
Esperto di criminalità organizzata e di terrorismo nostrano e internazionale, temi sui quali ha
scritto libri e saggi e ha tenuto diversi convegni e seminari, Vito ha avuto una intensa carriera
giornalistica. Come abbiamo già ricordato sopra, aveva lavorato dal 1976 con il quotidiano L’Unità,
del quale è stato anche inviato speciale, mentre fino al 1984 è stato corrispondente da Napoli di
Panorama; fino al 1996, invece, ha lavorato con il quotidiano Il Messaggero.
Faenza ha anche collaborato con l’agenzia Radio Area e con l’agenzia di stampa Agi; nel 2004 è
entrato invece a far parte della redazione del Corriere del Mezzogiorno. Per quanto riguarda la sua
profonda conoscenza della criminalità organizzata, in particolare dei clan dei casalesi e di quelli
operanti in Campania, dal 2004 al 2010 Vito Faenza è stato segretario dell’Osservatorio sulla
camorra e sull’illegalità, per il quale curava anche il relativo bollettino mensile. Sono Tantissimi i
messaggi di cordoglio che, diffusasi la notizia della morte di Vito Faenza, si stanno susseguendo sui
social network.
Anche Antonio Bassolino ha espresso “Grande dolore per la scomparsa di Vito Faenza, storico
giornalista de L’Unità e da sempre impegnato nelle lotte e nelle inchieste contro la camorra. Vito è
stato per me anche una persona cara, e sono tanti i ricordi di tutta una vita. Penso in primo luogo a
quel 23 novembre 1980. Poche ore dopo la terribile scossa ci mettemmo in macchina- Vito e Rocco
Di Blasi de L’Unità ed io segretario regionale del PCI- e quella notte stessa raggiungemmo i paesi
dell’Alto Sele e dell’Alta Irpinia distrutti dal terremoto”.
I funerali si terranno oggi mercoledì 20 luglio ad Aversa ore 16.30 presso la chiesa di Santa Teresa
del Bambino Gesù, in via Luca Giordano (nei pressi della caserma dei carabinieri).
Libri dell’autore: Faenza Vito
1. L’ altra metà del cielo di Vito Faenza – Pasquale Gnasso Editore – 2022
2. Il ragno e la farfalla di Vito Faenza – Pasquale Gnasso Editore – 2018
3. L’ isola dei fiori di cappero di Vito Faenza – Spartaco – 2013
4. Il terrorista e il professore di Vito Faenza – Spartaco – 2014
Pasquale Iorio, le Piazze del Sapere
Caserta, 20 luglio 2022