L’EDITORIALE. Trasformiamo una lotta iniqua in una lotta per l’equità. La scuola sia laica e di tutti.

Articolo 34, Costituzione della Repubblica Italiana

La scuola è aperta a tutti. 

L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

a cura di Salvatore Mannillo

Bisogna chiarirlo subito e senza giri di parole: l’Istituto delle Suore dell’Immacolata di Carinola è forse utile, ma non necessario a questo territorio. Doveroso è capire la differenza tra il necessario e l’utile, e la scuola delle suore risponde, probabilmente, a quest’ultimo appellativo.

La notizia della possibile chiusura dispiace a tutti, ma essa non è altro che una naturale e inevitabile conseguenza del decremento demografico a cui non solo la nostra Carinola, ma tutta l’Italia, è soggetta. Lasciare aperto l’Istituto paritario (dove si paga una retta, è bene specificarlo) significherebbe in tal modo togliere utenza, nel futuro avvenire, alle scuole pubbliche delle varie frazioni. Significherebbe togliere la possibilità a queste scuole (anzi, a questa scuola, l’Istituto pubblico “Carinola – Falciano del Massico”) di poter tutelare il pubblico diritto all’istruzione che essa garantisce alle famiglie del territorio. Questa accanita difesa dell’Istituto dell’Immacolata significa calpestare il valore costituzionale di una scuola laica e gratuita, accessibile.

Si difende il privilegio di pochi a discapito delle possibilità di tutti i bambini.

Ancor più grave è che a prendere le difese di una scuola paritaria sia il Sindaco e l’Amministrazione Comunale, i rappresentanti del Governo, che a quanto si evince dalle dichiarazione della Presidente del Consiglio Antonella Migliozzi avrebbero espresso solidarietà alle religiose e si sarebbero messi a disposizione per “qualunque impegno necessario a tale obiettivo (evitare la chiusura ndr)”. Triste dovrebbe essere per loro la consapevolezza che la scuola primaria di Carinola è chiusa da anni e che le classi delle altri frazioni si svuotano sempre di più. Eppure non si rendono conto che quando l’offerta (perché di offerta di mercato stiamo parlando, e non di caritatevole istruzione missionaria)  dell’Istituto delle Suore sarà insormontabile per i mezzi che ha a disposizione la Pubblica Istruzione, tutti i plessi dell’unica istituzione scolastica dello Stato dovranno chiudere.

La stessa verve bipartisan dovrebbe essere indirizzata in difesa della vera ricchezza del nostro territorio, cioè l’Istituto “Carinola – Falciano del Massico”. Ricchezza perché bene collettivo, costruito col sudore della nostra fronte, col peso delle nostre tasse. Un pensiero in controtendenza rispetto all’andamento della politica nazionale degli ultimi venti anni è che non possiamo ridurre la scuola a un fattore di mercato. Il dato è certo e incontrovertibile, ripetuto più volte: la scuola è un diritto e i diritti non sono concorrenziali. Lottiamo tutti insieme affinchè ciò che tutti abbiamo possa vivere una stagione migliore, affinchè tutti i nostri ragazzi studino e si formino come persone in un ambiente sano e inclusivo. Viva la scuola pubblica.