LETINO – De Florio (Cisas): “Dopo zona rossa, ripresa turismo”

Secondo il Segretario della Cisas, De Florio, non bisogna abbassare la guardia affinché la zona matesina dei laghi di Letino, di Gallo e Lago Matese potrà divenire meta di turismo montano, che già si preannuncia preferibile a quello marittimo-balneare

LETINO – È arrivata come fulmine a ciel sereno la notizia che Letino, piccolo Comune dell’Alto Casertano, abitato solo da qualche centinaio di residenti per lo più anziani, è divenuto all’improvviso un grosso focolaio di contagio da virus. Il più piccolo Comune della Provincia di Caserta, distante oltre 80 km dal capoluogo, è anche diventato il primo Comune della Provincia per l’alto numero di contagi, circa 15 casi su poco più di 350 residenti.

Grazie all’accortezza del sindaco Pasquale Orsi, che ha fatto eseguire test sierologici ai residenti, si è saputo che il virus la faceva da padrone nel piccolo comune montano, ora zona rossa sino al 27 maggio 2020.

Sull’argomento, interviene il Segretario Provinciale della Cisas, Mario De Florio, sempre vicino alle problematiche delle zone dell’Alto Casertano e del vasto Matese, completamente isolate anche per carenza di viabilità, al contrario di quando erano ben collegate dalla ferrovia Chemins de Fer, che univa la Zona Matesina a Caserta e Napoli.

Ora, i collegamenti stradali sono saltuari ed effettuati riduttivamente dalla Ferrovia Alifana, mentre anche il piano traffico dell’Amministrazione della Provincia di Caserta continua a non decollare. Letino è famoso anche per la sua acqua minerale Lete, che ivi sgorga, togliendo pubblicità e mercato alla famosa acqua Ferrarelle del Comune di Riardo, sempre nel casertano.

Secondo il Segretario della Cisas, De Florio, non bisogna abbassare la guardia affinché la zona matesina dei laghi di Letino, di Gallo e Lago Matese potrà divenire meta di turismo montano, che già si preannuncia preferibile a quello marittimo-balneare.