Lettera di giovane neoborbonico al sindaco De Magistris.
In merito alle modifiche della toponomastica cittadina.
Di Fiore Marro
Caserta 27 gennaio 2018
Appassionata lettera di un giovane neoborbonico al primo cittadino di Napoli, in merito agli ultimi atti inerenti le modifiche toponomastiche dell’antica capitale sebezia.
Caro sindaco Luigi De Magistris,
sono un giovane neoborbonico che, negli ultimi anni, ha preso coscienza di ciò che istituzioni e organi di informazione non dicono da 156 anni sulla vera storia del mio popolo e, quindi, sulla mia/nostra vera identità e, come me, diverse migliaia di ragazzi Napoletani e meridionali. Mi permetta di segnalarLe qualche mio pensiero (e di conseguenza la mia delusione) nei Suoi confronti.
Oggi ha modificato la toponomastica, togliendo i nomi di chi volle le leggi razziali e forse non ha fatto male. Ho ascoltato un suo video-intervista di stamani (26.01.2018) sul canale Yt del Comune di Napoli in cui Lei ha affermato: “E’ importante non solo ricordare i crimini, le tragedie, i disastri dei campi di sterminio, i campi di concentramento, le deportazioni di persone considerate ‘diverse’, ma bisogna approfondire, bisogna raccontare, perché ciò che è accaduto nel ‘900 non accada mai più…”. ” Tutto a posto, tutto ok”, ma dov’è quella rivoluzione, soprattutto culturale, che tanto Lei auspicava/decantava durante la Sua campagna elettorale?
Da anni i Neoborbonici ed anche altri gruppi, oltre che mezza Napoli, Le chiedono di ricordare i massacri compiuti dai francesi e dai giacobini (oltre 8000 napoletani in 3 giorni e oltre 60.000 meridionali in 5 mesi) e Lei ha fatto finta di nulla, ricordandosi di celebrare invece i francesi e giacobini che erano venuti a colonizzarci. Da anni Le chiediamo di cancellare il nome di qualche assassino “eroe d’Italia” (non degli ebrei, ma dei meridionali e dei Napoletani che Lei, in qualità di sindaco, dovrebbe rappresentare) del periodo risorgimentale o di intitolare una strada ad un re Borbone (che in migliaia vogliono, secondo un sondaggio del Corriere del Mezzogiorno) e Lei ha fatto di nuovo finta di nulla. Sicuro che Lei è il sindaco di tutti i Napoletani? Non è che conferma ciò che disse durante un’intervista in cui “ammirava l’inno d’Italia” diventato, dopo 70 anni, l’inno cosiddetto “ufficiale” d’Italia? Sicuro che Lei è il Sindaco anche di quelle migliaia di Napoletani che, magari per rabbia e per orgoglio, ormai fischiano l’inno o non amano più la storia del risorgimento?
Da quasi un anno, mentre la Regione Basilicata e la Regione Puglia l’hanno approvato quasi all’unanimità, Le hanno chiesto di celebrare un giorno della memoria per le vittime meridionali della finta unificazione italiana e Lei, ancora, ha fatto finta di niente (anzi: i suoi consulenti dissero che non c’era nessuna vittima da celebrare e che i “briganti” erano solo dei criminali!), ma in campagna elettorale, conoscendo bene ormai il pensiero di migliaia di Napoletani, ha parlato di rivoluzione culturale, anche per quanto riguarda il risorgimento, se non erro proprio ad un evento con Pino Aprile. E’ vero, ha dedicato una strada agli operai di Pietrarsa e che ha fatto votare la rimozione del busto di Cialdini e Cavour dalla Camera di Commercio (ma i busti in verità stanno sempre là!), ma il dubbio, allora, inizia a diventare certezza: non è che le Sue dichiarazioni da “brigante” e da “terrone” durante la campagna elettorale erano solo… campagna elettorale? Non è che il sindaco “meridionalista” è solo un’invenzione di qualcuno che vorrebbe un sindaco “meridionalista”, ma a Lei non interessa per niente il Sud, tanto da pensare già di andare a Roma (come del resto ha affermato qualche giorno fa)? Se neanche per il nome di una strada o per una celebrazione “dice qualcosa da meridionalista” e fa finta di niente, caro sindaco, mi sa che in tanti dovremo e dovranno cambiare idea su di Lei. La saluto, sperando in una Sua risposta, ma soprattutto in una Sua smentita (con i fatti e non con altri slogan). Un giovane di 23 anni che rischia di emigrare come 20 milioni di meridionali, per colpa di finti politici meridionalisti esattamente come succede da 156 anni!
Emilio Caserta, Coordinatore giovanile Movimento Neoborbonico
