Licenziamenti Jabil : I lavoratori impugnano il licenziamento e si dicono pronti a denunciare eventuali brogli

Marcianise.  Non si placano le polemiche sulla vicenda Jabil : quei  190 licenziamenti sono un macigno che pesa  sulla coscienza di tanti e rappresentano un motivo valido  per richiedere, anzi per pretendere,  interventi efficaci da parte delle istituzioni  a favore di tutte quelle famiglie che si sono ritrovate improvvisamente in una situazione di precarieta’  lavorativa ed economica.

Oggi, martedi’ 2 giugno, la nostra redazione ha incontrato  un gruppo di lavoratori , o meglio,  ex lavoratori, dell’ azienda i quali hanno  spiegato alcune clamorose dinamiche che avrebbero portato a quei ” maledetti” 190 licenziamenti: questi fatti, se corrispondessero al vero, aggraverebbero ulteriormente la già difficile situazione in corso.

Ma procediamo con ordine.

Il gruppo degli ex dipendenti della Jabil ci ha riferito che, dopo un’ accurata analisi svolta con gli avvocati del lavoro,  sarebbe emerso un dato rilevante , ovvero che l’ azienda nel predisporre la griglia per i licenziamenti avrebbe modificato alcuni dati per favorire qualche lavoratore a discapito di qualcun altro. Si parlava, per esempio, di “dipendenti assunti nel 2008 fatti risultare come assunti nel 2001, di carichi familiari  gonfiati, di mansioni occultate all’ ultimo momento con conseguente spostamento di alcuni dipendenti in altri reparti”.

Accuse queste molto pesanti,  che , se corrispondessero al vero,  farebbero emergere più di una grave ingiustizia nei confronti dei lavoratori : un’azienda che, in piena emergenza Covid-19, licenzia 190 dipendenti ,toglie agli stessi il sacrosanto diritto allo sciopero ( sono vietati gli assembramenti ) , la possibilità di ricorrere agli ammortizzatori sociali visto che, essendo proibiti i licenziamenti in tempo di pandemia , l’ Inps con molte probabilità farebbe difficoltà a riconoscere agli stessi  la Naspi.

A tutto questo dobbiamo aggiungere che ,se come a noi riferito dagli stessi ex dipendenti, l’azienda, ” modificando i dati”, ha fatto in modo di poter scegliere gli operai da licenziare e quelli invece da tenersi in organico,  e allora per tutti i licenziati  si tratterebbe di una vera e propria beffa.

Per onore di cronaca riteniamo giusto precisare che la maggior parte dei 190 dipendenti licenziati hanno già provveduto ad impugnare i licenziamenti tramite avvocati del lavoro come Francesco Tozzi.