LICEO MANZONI DI CASERTA. L’ARCHITETTO RAFFAELE CUTILLO PARLA DI SOCIETA’, ARCHITETTURA E POLITICA DEVIATA

di GESUALDO NAPOLETANO

CASERTA. Stamattina nell’Aula Magna del Liceo Manzoni è partita la prima delle quattro grandi giornate di formazione “Le conversazioni- Architettura, Cultura e Territorio”. Un incontro eccezionale con l’arch. Raffaele Cutillo, una delle più importanti figure dell’architettura territoriale ed estera. Hanno preso parte alla discussione anche la preside Adele Vairo e la giornalista Francesca Nardi, quest’ultima in qualità di moderatrice. Il tema della giornata è stato “Architettura, società: qui e oltre”. Dalla Reggia di Caserta all’architettura in Arabia Saudita, per poi passare ai grattacieli delle grandi metropoli cinesi e alla progettazione di buffer zones (zone cuscinetto).

Queste le parole dell’arch. Raffaele Cutillo, che si è rivolto anche a tutte quelle persone che reputano l’architettura in crisi:

“Caserta ha alcuni punti di bellezze assolutamente nascosti. La città ha grandi potenzialità artistiche che bisogna assolutamente sfruttare. L’architettura ha un ruolo importantissimo in una città, visto che lo spazio, gli ambienti sono determinanti sulla psiche dei cittadini. Personalmente riconosco il significato e il valore artistico, storico e culturale della nostra bellissima Reggia, ma lo ritengo piuttosto deviante. Non bisogna essere attratti solo dall’unicità, poichè ci porta a trascurare tutto il resto”.

L’architetto Cutillo ha poi continuato: “L’architettura il più delle volte viene influenzata dalla società circostante. Oggi mi rendo conto che la città di Caserta sta sempre più perdendo l’ottimo disegno architettonico della cultura borbonica, improntato al luogo di fatica, alla crescita economica. Spesso la colpa di tutto questo va attribuita all’amministrazione che non riesce a fare di Caserta un’industria della cultura. Una politica deviata che crea solo luoghi di speculazione”.

“Architettura significa fare proposte, viaggiare con il pensiero e con la propria curiosità- ha continuato Raffaele Cutillo- infatti quando mi dicono che questa professione è in crisi, non sono d’accordo. Probabilmente la crisi sta esclusivamente nella difficoltà di entrare nell’imprenditoria”.