L’ospedale di Maddaloni deve riaprire. Non bisogna trasformarlo in un poliambulatorio.Devono ritornare i reparti.

Maddaloni – L’ospedale di Maddaloni oggi è un ipotetico cantiere, ma al momento nulla si vede all’orizzonte. Martedì è in programma una riunione all’ASL.Giovedì è pronta una manifestazione per chiedere la sua riapertura.

Ma intanto cosa sta accadendo? Al momento, ripetiamo, nulla. I ricoveri covid sono in netto calo al momento, questo è vero. Quindi dopo oltre 2 anni di emergenza i tempi sembrerebbero maturi per avviare i lavori per il famoso nuovo pronto soccorso interrato, di cui c’è bisogno come il pane visto l’intasamento dei pronti soccorsi viciniori (vedi Caserta e Marcianise continuamente in affanno).

Un pronto soccorso che ha necessità di essere affiancato da reparti per i ricoveri. Reparti a supporto per le patologie più comuni che necessitano di ricoveri, come la medicina, la pneumologia e la chirurgia, così come era prima e così come è previsto anche dal piano sanitario illustrato dall’allora direttore Russo nel luglio 2021.

Fatto questo si potrebbero aggiungere ambulatori. Aggiungere ai reparti, non sostituire, neanche temporaneamente.

La storia è magistra vitae, dicevano i latini, e la storia della sanità in Terra di Lavoro ci insegna che reparti chiusi, anche temporaneamente, non riaprono più; ci insegna che se un ospedale chiude, anche solo per un giorno, non apre più ( vedi Arienzo, Capua, Teano e ancor più indietro negli anni Roccaromana); la storia ci insegna che se anche per un giorno si attivano gli ambulatori, questi non si trasformeranno mai in reparti.

Ben venga ogni iniziativa a sostegno dell’ospedale e dei lavoratori, così come quella che ci sarà giovedì 29 settembre alle ore 10.00 dinanzi all’ospedale, ma che non siano strumentali e soprattutto che non rimangano fini a sé stesse.

Un ospedale che ha un pronto soccorso e una rianimazione ha bisogno dei reparti. Altrimenti non avrebbero senso di esistere. A Maddaloni non servono ambulatori e day surgery, serve l’ospedale che significa pronto soccorso, reparti di degenza e anche ambulatori, ma non solo ambulatori.

Questo sia un punto fermo per richieste e proteste. Strutturalmente oggi l’ospedale al suo interno è rinnovato, manca solo la riconversione che non necessita di grossi sforzi organizzativi, ma solo di una volontà da parte di chi gestisce i processi. Confidiamo nel loro buon senso.