Macabri particolari nel duplice omicidio dell’ingegnere casertano e della sua fidanzata

Emergono ancora degli elementi nella ricostruzione del duplice omicidio commesso dal  professore veneziano Stefano Perale di 51 anni,  che nel giugno 2017  uccise  Anastasia Shakurova, che era incinta,  e il suo fidanzato Biagio Junior Buonomo, ingegnere di 29 anni, originario di Sant’Arpino.

Anastasia Shakurova e’ stata sottoposta  ad abusi sessuali, uccisa in casa e ripresa dalle telecamere mentre tutto questo avveniva. Nuovi, raccapriccianti particolari emergono dalle indagini che vedono indagato Stefano Perale per il duplice omicidio della 31enne Anastasia Shakurova (che era incinta) e del fidanzato di lei, il 30enne Biagio Buonomo. Come riporta Il Corriere del Veneto, infatti, nella stanza da letto di Perale ci sarebbero state due videocamere con cui il 50enne, docente di inglese, avrebbe ripreso buona parte delle violenze sessuali commesse sulla ragazza, poi morta per soffocamento. Le accuse per lui sono di duplice omicidio volontario premeditato, violenza sessuale aggravata e procurato aborto.

L’assassino avrebbe accesso e spento le telecamere più volte, riprendendo appunto la morte di Anastasia. L’omicidio di Buonomo, invece, non è stato registrato in video. Tutto è avvenuto nell’abitazione di Perale, a Chirignago, allestita per diventare una trappola perfetta: un invito a cena per la coppia, quindi il brindisi con un cocktail a base di sonnifero e i due giovani tramortiti. L’assassino aveva covato il folle piano dopo aver scoperto nell’ottobre scorso che la ragazza, per cui aveva perso la testa, aveva un altro uomo, Buonomo, appunto. La giovane coppia stava per andare a vivere a Marcon e, verso metà giugno, si trovava a Mestre per sistemare alcune cose. La sera del 17 hanno accettato l’invito a cena del docente.

Dopo averli storditi, Perale ha portato lei sul letto, ne ha abusato e l’ha soffocata con un straccio imbevuto di cloroformio. Diversa sorte per il fidanzato, che nonostante il sonnifero ha cercato di reagire e per questo è stato finito a sprangate. Quindi l’omicida ha tentato di trascinare il corpo del 30enne verso l’auto, ma a quel punto, capito non avere scampo, ha chiamato la polizia, costituendosi. I filmati delle telecamere aiuteranno a capire se Perale voleva davvero uccidere o violentare la ragazza, riprendendosi con le telemcamere.

L’uomo e’ stato condannato all’ergastolo.