Macrico Verde: il Comitato chiede formalmente di partecipare alla riunione in Comune per la preparazione della Conferenza dei Servizi

In queste ore emerge il “baluardo” storico, il Comitato Macrico Verde con la volontà, ancora una volta, di opporre resistenza ai mai sopiti appetiti delle lobby speculative che come in una morsa provano a perseguire un assedio all’area verde che da oltre venti anni tanta energia di sentinella per la sua tutela ha trovato in quel Comitato. A settembre scorso la presentazione del masterplan nella biblioteca diocesana, un intervento da 180 milioni di euro messo in campo per il parco urbano nell’area di circa 320mila metri quadrati dell’ex Macrico a Caserta. Nel dossier conclusivo  “Rigenerazione urbana dell’area ex-Macrico, futuro Campo Laudato sì” era stata sottolineata la rilevanza nel coinvolgimento dei cittadini nei processi di decisione gestione dell’area. Nello Studio di Prefattibilità tra le principali Linee guida dell’intervento di rigenerazione per la creazione del Campo compare “stimolare la ricerca e garantire la partecipazione di tutta la collettività”, ribadendo che la Curia casertana “lascia alla comunità locale la scelta di co-progettare l’identità funzionale e strategica dell’area del Campo Laudato Sì”.

E’ proprio per sanare qualunque possibile lacuna di non coinvolgimento della comunità locale che il comitato Macrico Verde  ha formalmente chiesto all’amministrazione comunale di intervenire, in quanto portatore di interesse diffuso, alla riunione preparatoria indetta dal sindaco Carlo Marino per il prossimo 6 giugno in Sala consiliare alle ore 17,30, finalizzata all’indizione della Conferenza dei Servizi prevista dalla legge sul procedimento amministrativo. Alla riunione sono stati convocati gli uffici pubblici che hanno potenziale competenza nella questione.

Intanto nello scenario della querelle Macrico compare un inedito nascente Comitato Da Macrico a Campo di pace, che raccoglie 14 associazioni tra cui alcune  afferenti allo stesso primigenio Comitato Macrico Verde come LIPU, Centro sociale ex-Canapificio, Raido, Legambiente, e che  propone in queste ore sul canale social di Facebook una petizione popolare con firma online per “chiedere destinazione urbanistica chiara, processo partecipato con conferenza di servizi e zero residenze” nell’area oggetto d’interesse (non si parla piú di destinazione F2?). In pratica un surrogato di Comitato Macrico Verde trasfiguratosi in un Comitato “traghetto” (come dice il nome) verso il progetto a cura di  una Curia che offre la sponda alle aspirazioni non celate di certi amministratori voraci di suolo. La stessa petizione è fotocopia, con altri lemmi, di quello su cui, in almeno due decenni, hanno investito in impegno di mobilitazione già tanti cittadini aggregati dal sogno Macrico Verde. Solo con piú vaghezza…… La stessa richiesta di “conferenza di servizi” della petizione appare disutile e voluttuaria considerato che la conferenza e’ già oggetto di interesse del Sindaco e Giunta, come attesta il documento di indizione della riunione preliminare (foto) seguente la richiesta della conferenza di servizi inoltrata al Comune, come da iter amministrativo, da parte della Fondazione Casa Fratelli del 22 maggio. Non è una gemmazione di duplicati di comitati a poter ostruire le vie che alimentano gli appetiti di cui abbiamo detto all’origine del testo. Rivitalizzare coesione e  partecipazione in città potrebbe diventare un volano per un futuro di qualità per tutti.