Maddaloni. Il funzionario Cerreto CHIARISCE ALCUNI ASPETTI SULLA QUESTIONE RIFIUTI.

L’ emergenza rifiuti a Maddaloni sembra temporaneamente risolta. Pubblichiamo, a tal proposito, una dichiarazione giuntaci in redazione dal funzionario Arturo Cerreto, che in risposta a tante accuse ricevute, vuole chiarire le dinamiche relative alla questione rifiuti. Riportiamo di seguito la sua dichiarazione:
Vorrei chiarire, seppur succintamente, la vicenda che ha interessato in questi giorni il Comune di Maddaloni, portandolo quasi sulla soglia di un’emergenza igienico-sanitaria.
Esiste una determina, firmata dal sottoscritto, di affidamento per un mese del servizio di trasporto e smaltimento dei rifiuti organici, dopo l’aggiudicazione della gara biennale, svolta presso la Stazione Unica Appaltante di Napoli, alla ditta avellinese “FIR Ecologia S.r.l.” che ha fatto registrare numerosi disservizi.
Tale ditta, in qualità di società intermediaria, ha designato quale impianto di destinazione dei rifiuti organici del Comune, quello della società “Gesia S.p.a.”.
A causa di problemi, credo di natura economica, verificatisi fra le due società è stato impedito ai camion della società “Buttol S.r.l.”, affidataria del servizio d’igiene urbana, di poter scaricare i rifiuti organici domestici, gli sfalci d’erba e le potature nel suddetto impianto.
In tutto questo bailamme, il Comune si è trovato, dopo un regolare affidamento, a non poter usufruire più di un servizio essenziale che, per la sua stessa natura, non può essere interrotto, ragion per cui l’Ente ha nominato un legale, per la valutazione dei danni subiti e subenti.
Dopo due distinte gare si è dovuto assegnare il servizio all’unica ditta che ha formulato un’offerta, ben sapendo che il prezzo era considerevole.
La maggiorazione del prezzo da € 172,98 dell’appalto con “Fir Ecologia S.r.l.” ad € 302,75 del recente affidamento saranno compensati con l’escussione della polizza fideiussoria, stipulata dalla società avellinese.
Il problema vero è che in Campania non esistono impianti pubblici di compostaggio o biodigestori, per cui i Comuni sono sottoposti alle leggi di un mercato che è monopolizzato da impianti privati per la maggior parte fuori regione.
In questi giorni la chiusura di alcuni impianti di compostaggio fuori regione ha comportato che gli impianti privati campani di lavorazione dei rifiuti umidi, si sono visti ridotte le quantità di rifiuti da conferire e stanno subendo richieste economiche sempre più crescenti per poterli smaltire.
Quindi il Comune di Maddaloni si è trovato, dopo il recente affidamento, ad essere mollato dalla società aggiudicataria che, evidentemente, non possedendo quote contrattualizzate di rifiuti da sversare in impianti finali, ha subito un costo sempre più crescente per lo smaltimento.
Tale situazione d’incertezza ha comportato che nessun impianto campano, benché interpellato più volte dal Comune, abbia formulato un’offerta economica.
Quindi il Comune e, di conseguenza, i cittadini hanno subito la spietata legge del profitto e la mancanza d’impianti pubblici in Campania per lo smaltimento dei rifiuti organici.
Se la Regione, a seguito della sua manifestazione d’interesse, avesse accolto nell’anno 2016 la candidatura del Comune di Maddaloni (gestione Commissario De Lucia) ad ospitare sul proprio territorio un impianto di compostaggio, oggi non staremmo a parlare della crisi dei rifiuti ed i cittadini di Maddaloni, non solo avrebbero avuto un notevole abbattimento sulla Tari ma il Comune stesso avrebbe avuto considerevoli ristori ambientali.
Il perdurare di questa situazione, potrebbe causare un effetto domino anche nei confronti di altri Comuni, se non vi è l’intervento deciso di enti sovracomunali e del legislatore.
Infine, sottolineo che gli atti dell’Ufficio Ambiente ed Ecologia, sono consultabili da tutti coloro che ne facciano debita richiesta. “
Arturo Cerreto