Maddaloni. Lettera al Coronavirus

In questi giorni di reclusione forzata bisogna far passare il tempo e l’ingegno si aguzza.

Qui di seguito vi riportiamo là lettera di Vincenza , una studentessa di 21 anni, che ha idealmente scritto al Coronavirus,e, che, forse, descrive le sensazioni di tanti:

“Ciao corona virus come stai ? Sei entrato come un fulmine a ciel sereno nella mia bella Italia! In fondo bella scelta eh? Abbiamo posti meravigliosi: laghi,fiumi,montagne… insomma sicuramente ne avrai di invidia. Quel giorno che sei arrivato con irruenza io me lo ricordo: era il 4 marzo 2020,

mi trovavo sul mio lettino ignara di tutto.. ed ecco che Conte ci comunica che avrebbe emanato un decreto..quel maledetto decreto che ci avrebbe messo in quarantena fino al 3 Aprile. Inizialmente  ci parlavano di una semplice influenza, di un qualcosa che non avrebbe procurato danni a nessuno; invece ad oggi il bilancio dei morti è molto grave,vedo gente che non può abbracciare i propri cari,città deserte,non sento più quell’amore verso il proprio paese. Caro virus,  hai fatto un bel percorso mi congratulo con te. C’è chi dice che arrecherai ancora danni a persone e cose, chi dice che il bilancio dei guariti va ad aumentare… che confusione! Solo tu sai cosa succederà a tutti noi. Onore va a medici,infermieri che non si fermano mai cercando sempre di accogliere più persone affinché possano guarire. Onore va anche a quelle persone che non si sono spostate dal loro paese pur di non contagiare i propri cari. Le piazze vuote mostrano la loro bellezza e la loro maestosità, le strade isolate raccontano delle infinite storie che hanno assistito ed ospitato, gli alberi si rigenerano in un silenzio d’altri tempi, gli uccellini regalano melodie mai ascoltate. E la notte si riappropria del suo mistero, senza rumori a disturbarla.

Che grande riscatto questo per il mondo intero. L’uomo si è dovuto mettere da parte. Anche per il suo bene. A vent’anni vorresti soltanto uscire,incontrare la persona che ami e passarci del tempo insieme,vorresti uscire a fare lunghissime passeggiate.. semplicemente fare quelle piccole cose che prima sottovalutavi. Ma dopo questa pandemia.. mostro gigantesco, impareremo ad essere più uniti e compatti verso il prossimo,inizieremo ad amare ciò che prima era scontato ..sui social mi è capitato di leggere la storia di una ragazza che ‘grazie’ alla quarantena che stava attraversando aveva riscoperto il valore della famiglia e l’amore verso i suoi genitori,tu diresti grazie? Beh grazie perché questa ragazza ha capito il valore della vita. Volevo riallacciarmi al discorso sulla felicità di Roberto Benigni di un paio di anni fa  a proposito di felicità… cercatela tutti i giorni continuamente anzi chi mi sta ascoltando si metta in cerca della felicità ora,perché è un dono che hanno dato a tutti, un dono talmente bello che è stato nascosto ..come fanno i cani con l’osso .. cercate la felicità adesso che potete farlo, rianimate le vostre case, accendete la speranza che dopo questo terribile periodo non avrete più scusanti..vorrei concludere questa breve riflessione con una frase che da anni ripeto sempre a me stessa ‘ vivi come se dovessi morire domani’. Ascoltate la musica ..è la miglior terapia!

Vincenza Guerniero, anno accademico II. Corso di laurea: Scienze dell’educazione e della Formazione. Unicas.