MADDALONI. QUESTIONE BIODIGESTORE, la posizione del PD e del M5S

I consiglieri Campolattano (PD) e Santo (M5s) intervengono sulla questione del biodigestore a Maddaloni

MADDALONI – A seguito della mozione presentata dal consigliere Tenneriello (Maddaloni Positiva) sulla realizzazione di un impianto di compostaggio a Maddaloni, intervengono sull’argomento anche i consiglieri comunali Campolattano e Santo.

Per Angelo Campolattano (PD) la proposta articolata dal consigliere Tenneriello è sostanzialmente valida: ‍”Con Tenneriello, da sempre sensibile ai temi delle politiche ambientali nonchè militante fino alle scorse elezioni nelle file del PD, ci legano proposte e battaglie passate, oltre che prospettive future – dichiara CampolattanoÈ ora che si parli del ciclo integrato dei rifiuti senza tabù, considerato che essere favorevoli al biodigestore non significa cedere il passo sulla raccolta differenziata. Anzi, serve a portare ai massimi livelli la differenziata e smaltire quello che resta alla fine di un ciclo che si apre e si chiude nei territori. È una discussione che va affrontata in fretta, come ci suggeriscono le difficoltà che si avranno durante il periodo di manutenzione dell’impianto di Acerra e i numerosi incendi ai siti di stoccaggio dello scorso anno”.

Leggermente critica, ma non di chiusura totale rispetto alla realizzazione dell’impianto la posizione di Concetta Santo, rappresentante del M5S in consiglio comunale, che a nome del movimento dichiara quanto segue:

“Riguardo la realizzazione di un sito di compostaggio nella nostra città, bisogna prima specificare, se si parla della manifestazione di interesse del 2016, in cui Maddaloni non rientrava nei siti scelti dalla Regione per ospitare un impianto. Ad oggi il Comune individuato risulta Caserta, località Ponteselice e non sappiamo se sono state avanzate richieste da questa Amministrazione. Ipotizzando che questo progetto possa realizzarsi a Maddaloni, noi possiamo dichiarare come M5S, che siamo favorevoli tra i vari impianti a quello di compostaggio aerobico per due motivi: risulta più economico sul piano della realizzazione e, se ben controllato, permette di ottenere un compost di qualità elevata da utilizzare nell’agricoltura, ottimo per sopperire anche alla desertificazione dei territori. Se poi la scelta dovesse ricadere, nonostante la nostra contrarietà, su un impianto anaerobico come il biodigestore, a quel punto il movimento chiederà un super controllo di tutti i processi. E’ importante soffermarsi sul biodigestato, che viene fuori da quest’ultima tipologia di impianto, in quanto non ha le stesse caratteristiche del compost ottenuto dal processo aerobico; questo crea un problema di smaltimento, perché questo tipo di materia è difficile da gestire. Una nota positiva è che gli impianti saranno controllati dalla Regione e quindi tutto sarà pubblico, anche se quando si tratta di gestione dei rifiuti c’è sempre una preoccupazione di fondo visto i disastri ambientali che ci sono stati negli ultimi decenni e che si spera non avvengano più”.