Maddaloni. Tagliafierro: sì all’impianto di compostaggio, ma non a Maddaloni

I consiglieri di Alternativa per Maddaloni votano contro l’impianto di compostaggio in città e chiedono un referendum per far esprimere la popolazione

Riportiamo integralmente l’intervento in Consiglio Comunale di Imperia Tagliafierro ( Maddaloni Green – Alternativa per Maddaloni) che insieme al Consigliere  Michele Russo non ha votato a favore dell’allocazione di un impianto per il trattamento della frazione umida sul territorio cittadino.

“Oggi siamo chiamati a esprimere una votazione sulla mozione del consigliere Tenneriello che rappresenta sicuramente il punto nevralgico dell’ordine del giorno di questo Consiglio comunale per la portata dirompemte che potrebbe derivare da una sua eventuale approvazione. Su discute della possibilità di creare un impiamto di compostaggio per il trattamento dei rifiuti organici e di una sua possibile localizzazione nel territorio di Maddaloni.
Partendo dalla premessa della mozione, non possiamo non condividere l’inquadramento generale della problematica dell’emergena rifiuti in Campania, di cui il comune di maddaloni ha subito serie ricadute anche nell’ultimo mese. Siamo consapevoli che il problema principale sia legato alla mancanza di strutture in cui sversare i rifiuti, siamo altrettanto consapevoli che la Regione Campania abbia un assoluto bisogno di impianti di compostaggio a norma e ben gestiti. E già arriviamo ad un punto dolente: i controlli e la tracciabilita’ dei rifiuti umidi, due elementi determinanti sui quali consentitemi di avere più di un dubbio e non credo di essere la sola. Perché prima di parlare di una possibile realizzazione di un impianto di compostaggio, occorre accertarsi che la differenziata venga fatta a regola d’arte e che non si mescoli nell’umido materiale di altra natura. Perché la condicio sine qua non per poter discutere di compostaggio è una corretta differenziata. Questa amministrazione è soddisfatta della percentuale raggiunta di raccolta differenziata? Non credo e non mi risulta che siano state avviate campagne di sensibilizzazione dall’insediamento della nuova amministrazione. Ma a parte questo, qualora nei sacchetti dell’umido finissero altre sostanze non componibili, chi controlla cosa? E chi controlla il controllore?
Leggo dalla mozione che l’impianto di compostaggio è “ecologico” e non determina rischi per la salute. C’è uno studio di fattibilità alla base di tali considerazioni?
Leggo che tale impianto potrebbe determinare enormi vantaggi economici e occupazionali. Benissimo. Ma ci saranno vantaggi per la qualità della vita? E della salute? Perché, per quanto ci riguarda, ogni nostra valutazione avrà come bene primario da tutelare la salute dei cittadini.
Gli esperti parlano di “effetti collaterali” legati a tali impianti: produzione di biogas, percolato, odori , emissioni di polveri sottili, rumori, traffico e inquinamento. Pensiamo al traffico causato dal transito dei camion pieni di rifiuti, tenendo altresi’ conto che l’impianto di compostaggio serve più comuni candidando di fatto Maddaloni a “pattumiera” degli altri Comuni.
Altro punto dolente è l’individuazione di un luogo compatibile con tale impianto. Perché un impianto simile, seppur funzionante, oltre ad attirare animali potrebbe diffondere odore nauseabondo, soprattutto se insiste in area ventilata e/o non lontana da aree abitate. E a Maddaloni non c’è zona lontana da aree abitate o non esposte ai venti.
I nostri interrogativi e legittime preoccupazioni intendono far avviare una discussione seria e ragionata, data la complessità dell’argomento, proponendo fin da subito una consultazione popolare sul punto. Perché tale decisione peserà sulle spalle di tutti i maddalonesi e delle future generazioni e non possiamo esimerci da un loro doveroso coinvolgimento.
Il punto è costruire una coesione all’interno della città che negli anni ha subito troppi colpi.
Siamo consapevoli che su certi argomenti bisogna andare oltre le divisioni ma altrettanto consapevoli che Maddaloni ha già dato rispetto alle politiche dei rifiuti regionali.
Con il nostro voto contrario, saremo accusati di residuo ideologismo o di sindrome nimby (not in my yard=non nel mio giardino) ma la verità è che sostanzialmente nel nostro giardino tolleriamo da annu zavorre come l’inceneritore di Acerra, posto al confine del nostro territorio e di cui subiamo tutti gli effetti senza aver mai ottenuto un ristoro anche solo economico, o ancora cava monti, turbogas, ex foro boario e penso che possa già bastare a ritenere Maddaloni un luogo “insalubre” che non ha bisogno di un ennesimo elemento impattante sulla salute dei cittadini.
Per tutto ciò, non possiamo che prendere le distanze da un’amministrazione che intenda localizzare un impianto di compostaggio nel territorio di Maddaloni, chiedendo ancora una volta sul punto un referendum popolare.”