di Alessandro Fedele
Indecisi, distanti, come se il fatto non fosse il loro. Questo succede tra i ragazzi del ’99 e del 2000 che quest’anno sono chiamati al voto per eleggere i loro rappresentanti alla Camera. Alle elezioni del 4 marzo 2018 tra un motivo e l’altro si rischia di avere un numero inferiore di voti giovanili rispetto al numero di neo maggiorenni.
Tutta colpa di… Salvini dice via gli stranieri e Di Maio continuiamo a versare 80 euro al mese come ha fatto Renzi. Renzi invece dice facciamo continuare il lavoro iniziato e Berlusconi firma un altro patto con gli italiani a Porta a Porta. Alla fine, mettendoci nei panni di questi giovani elettori, non è molto semplice distinguere il bene dal male e quindi il giusto rappresentante. Dal canto loro, i nonni, rivelano ognuno una propria storia politica e alla fine le idee sono sempre più confuse.
Le liste non ci piacciono…! Come dare torto a chi ci dice che le liste non sono fatte bene almeno per quanto riguarda Caserta, però non su tutti gli schieramenti se analizziamo la questione fino in fondo. Su Forza Italia si propongono persone amate per metà oppure che ci hanno già dimostrato di non essere per niente efficenti neppure sui Comuni. Se poi si pensa a chi dalla sera alla mattina ha aperto un partito in centro città e chi si è candidato querelato dal suo stesso partito, allora c’è da dire che è il caso di ripensare un po’ a tutto. Il tempo è contato, qualcuno fa telefonate a destra e a manca senza pensare che quegli elettori sono prima di tutto uomini e donne e poi cittadini; offendere la loro intelligenza non è un atto nobile. Ricordarsi di avere difronte persone più che semplici cittadini pronti a segnare una croce su di un simbolo, sarebbe il gesto più nobile e da miglior politico. In molti casi, per conquistare la fiducia e prendere consensi, basta dire la verità, proporre ciò che veramente è fattibile, senza dover ricorrere a sotterfugi e parole incomprensibili.
Ma allora non votiamo. In molti stati il voto è obbligatorio, da noi, fortunatamente, non lo è, ma è un diritto che dovremmo sentire come dovere, perché essere rappresentati dalle persone giuste, corrette, affidabili e che fanno gli interessi di uno stato, sono le perosne che meritano quella croce fatidica su di un simbolo o un nome. “Votare bene sta a te!”, così dicono i partiti agli elettori che prima del quattro marzo devono fare uno sforzo: documentarsi sulla proposta che più li attira poi alla fine quel che è fatto è fatto.
Farò scheda bianca in ogni caso! Tanti di quei giovani se ne usciranno dicendo: “farò scheda bianca al mio primo voto!”, questa sicuramente non è la soluzione giusta. Quando si è alle urne, dietro le tende, due sono le cose da non fare: segnare a caso o lasciare in bianco la scheda. E’ bene ricordarsi che eleggere un parlamentare non è un gioco. Se mai dovesse essere eletto uno “scafesso” il nostro Stato cadrebbe in dissesto più di quanto lo è già. Allora il 4 marzo vota con responsabilità!