Maradona, Messi e CR7, chi è il più forte di sempre? Dite la vostra, io dico la mia.
Di Fiore Marro
Caserta 23 giugno 2018
Ogni qualvolta si propone un Mondiale di calcio, e da quando sulla scena calcistica si sono presenti Diego Armando Maradona e poi Lionel Andrés Messi, puntualmente scatta il quesito, che somiglia sempre più ai “tormentoni estivi”, chi è più forte tra Maradona e Messi?
Da qualche tempo poi ai due si è aggiunto il nome del portoghese del Real Madrid Cristiano Ronaldo, al secolo CR7.
Situazione intrigante e che da amante della pelota, non mi faccio sfuggire per esprimere la mia opinione.
Tra l’altro si parla di un triello che vede però coinvolti due argentini su tre, provenienti da una scuola calcistica sublime, ma che almeno dalla venuta di Messi, non ha prodotto vittorie mondiali, due argentini che hanno però giocato in epoche diverse, e che mi ha dato ( purtroppo per un dato anagrafico) la possibilità di viverle entrambe, da giovane calciatore dilettante, negli anni del Pibe e da allenatore di giovani in questo della Pulga, così da consentirmi un’analisi personale di tutta la situazione, anche se spesso mi si fa notare, visto che come allenatore vengo da un periodo tattico dove vigeva ferrea la marcatura a uomo e dove si muovevano i primi rudimentali passi dello schieramento di formazioni dedite alla zona totale, di essere un “Maître à penser” antico, talvolta superato dai tempi, anche se alla fine scopriamo che a vincere i campionati poi sono il Cholismo e quelli come i Signori delle Ripartenze una volta riconosciuti come contropiedisti.
Un campione a mio sommesso avviso mostra le sue doti sopratutto se riesce primeggiare, a vincere giocando in squadre di media qualità, e Diego ha vinto a Napoli, squadra che prima del suo arrivo aveva strappato soltanto qualche Coppa Italia, trofeo nazionale italiano secondo, per importanza, solo al campionato stesso, Maradona però con il Napoli è andato oltre la vittoria di due campionati italiani, che per chi conosce la storia dello scarso potere economico e politico della capitale sebezia, dovrebbe già far gridare al miracolo, il suo Napoli andò oltre, vinse anche in Europa, una strepitosa Coppa Uefa che ai quei tempi era un trofeo quasi pari alla Champions di oggi, perché al quel torneo partecipavano tutte le migliori squadre dei campionati d’Europa tranne la squadra che aveva vinto il campionato l’anno prima. Diego ha vinto a Napoli e sopratutto con l’Argentina, un mondiale tutto suo, in Messico, sotto la guida sapiente di Carlos Bilardo, che riuscì a stimolare le corde giuste del Pibe, che vinse quel mondiale circondato da buoni mestieranti della pelota, come il madridista Jorge Valdano, ma anche da perfetti sconosciuti del calcio, sconosciuti prima e dopo il mundial mexicano, chi di voi ricorda più Ricardo Giusti, Josè Cuciuffo, José Brown, Julio Olarticoechea ?
Lionel Messi invece gioca da sempre nella squadra di club più forte al mondo, il Barcelona, così forte che la stessa intelaiatura trasbordata nella nazionale iberica consentì alle “furie rosse” di vincere l’unico mondiale finora vinto, quello in Sudafrica nel 2010, calciatori che rispondevano al nome di Gerard Pique, Carles Puyol, Sergio Busquets, Cesc Fabregas, Andrés Iniesta, Xavi, Pedro, David Villa, capaci di vincere anche senza l’apporto della Pulga; Leo Messi a mio parere ha giocato i sui 4 mondiali, 4 badate bene,con gli argentini più forti, in assoluto, della loro storia, pure quella di Russia 2018, è una Argentina piena zeppa di campioni, che si sono permessi di lasciare a casa il cannoniere del campionato di calcio italiano, Maurito Icardi, eppure in nessuno dei 4 mondiali ha mai dato l’idea di essere il protagonista principale come accaduto a Maradona nel 1986 e nel 1990, quando con l’albiceleste arrivò in finale e lì fu detronizzato da un arbitro inqualificabile e dal tifo contro dell’Italia intera, organizzatrice dei mondiali del 1990.
Mai, anche se Messi dovesse vincere un mondiale, cosa ormai improbabile, si potrebbe fare tra loro un paragone, sarebbe strumentale e altamente offensivo per chi mastica calcio. Solo El Trinche può essere paragonato al Pibe, ma solo per ammissione dello stesso Diego.
Ronaldo, il mitico CR7, personalmente mi ricorda la massima di Vittorio Alfieri ( volli sempre volli fortissimamente volli) , è per il suo impegno, la sua serietà professionale, la sua freddezza nei momenti decisivi di un match, la sua maniacale ricerca della perfezione fisica e muscolare, non si può fare altro che ammirarlo per tutte queste peculiarità, esprime la figura massima del calcio di questo periodo, muscolare, potente, super atletico, social, però anche per lui nessun accostamento valido con Maradona, troppa distanza, specie dalla copertura del campo, Ronaldo gioca negli ultimi 30 metri, Dieguito giocava a tutto campo; anche se va sottolineato che la nazionale del portoghese, con cui ha vinto un Europeo e con cui potrebbe vincere questo mondiale, ricorda più quella di Maradona che quella di Messi, se forse e se molto probabilmente dovesse vincere Russia 2018, CR7 diventerebbe il calciatore europeo più forte di tutti i tempi.
Rimango fortemente convinto che Il Peluse è l’espressione massima assoluta di cosa vuol dire giocare a pallone.
Rimarrà di Maradona per sempre impressa l’immagine della sua seconda rete, contro l’Inghilterra, di Mexico ’86, che indusse il grande telecronista uruguagio Víctor Hugo Morales a immortalarlo nella sua telecronaca , quando commosso e pieno di gioia, dopo quella rete meravigliosa, che lo vide saltare come birilli 6 albionici, lo salutò così: “Barrilete cosmico, dè che planeta veniste? ( Aquilone cosmico, da quale pianeta sei venuto?)”
Diego perderà a nascere, se nasce, un altro numero 10 come te.
