Marcianise. 190 licenziamenti durante la pandemia presso la multinazionale Jabil

Marcianise. La multinazionale statunitense Jabil, violando l’espresso divieto appena prorogato fino al 17 agosto dal decreto nazionale Rilancio, per cui sarebbero state previste altre 5 mensilità di cassa integrazione, ha preso la decisione di licenziare 190 dipendenti dal 25 maggio, quando scade la cig.

I lavoratori hanno intrapreso prontamente uno sciopero a oltranza e i sindacati ora chiedono “una pronta risposta e un intervento immediato del Presidente del Consiglio Conte, del Ministro Patuanelli e di tutto il governo perché non può essere permessa una decisione inaccettabile come questa che può rappresentare un inammissibile precedente“.

Oltre ad annunciare “ulteriori forme di protesta e di mobilitazione presso tutte le sedi istituzionali per tutelare e salvaguardare i lavoratori che tra quattro giorni verranno licenziati”.

La decisione della multinazionale arriva a conclusione dopo un anno di trattative.

La vertenza era iniziata nel giugno 2019, quando l’azienda ha dichiarato 350 esuberi su 700 lavoratori totali.

160 hanno concordato “l’uscita”, altri 30 dipendenti ha accettato in extremis di passare in altre realtà produttive.

Gli altri non hanno voluto accettare la ricollocazione in altre aziende o l’esodo incentivato e ora si ritroverebbero licenziati.

“Licenziare 190 lavoratori durante una pandemia è una decisione intollerabile e illegale“. Lamentano Fim, Fiom, Uilm e Failms in un comunicato unitario.

Infine le parole dei rappresentanti dell’azienda:

“Da diversi anni a questa parte il sito Jabil di Marcianise si è dovuto confrontare con un contesto economico sfidante, volumi in calo e risorse sotto-utilizzate. Per affrontare la situazione, Jabil ha lavorato con le organizzazioni sindacali e con gli stakeholder, sia locali sia nazionali, ad un programma di outplacement volontario per offrire ai dipendenti un’opportunità di reimpiego in altre imprese locali, interessate ad assumere.

Significative risorse economiche sono state messe a disposizione sia per i dipendenti, come incentivi all’esodo, sia per le aziende che assumeranno i dipendenti di Jabil, a supporto dei loro business plan. Tuttavia, nonostante questi sforzi ed il continuo impegno di Jabil, ad oggi il risultato sul reimpiego risulta deludente, e le problematiche della sede non giungono ad un capolinea”.