Marcianise, dimissioni all’ interno del consiglio comunale sfiduciato il Sindaco

Marcianise – Con ogni probabilità la città di   Marcianise a breve potrebbe ritrovarsi senza una vera  e propria ‘guida’ infatti il sindaco della città   di Marcianise risulta esser stato sfiduciato all’ interno di quello che  è il consiglio comunale.

Il sindaco di Marcianise, pertanto a seguito di quella che è l’ultima consiliatura potrebbe andar via ma cerchiamo di fare un ‘sunto’ su quello che è accaduto: all’ interno di quello che  è il consiglio  consiglio comunale breve, brevissimo si   potrebbe dire anzi, lampo quello andato in scena a Marcianise e che si è aperto con l’annuncio del consigliere d’opposizione Dario Abbate delle dimissioni di 14 consiglieri comunali su 25 con cui è stata determinata la fine della consiliatura di quello che è il Comune  di    Marcianise.

“Le consegno nelle mani del segretario comunale – ha dichiarato Abbate – Questo consiglio non ha motivo di continuare”. Abbate ha consegnato il documento di dimissioni da parte di sua e di Raffaele Delli Curti, Raffaele Guerriero, Francesco Lampitelli, Giuseppe Moretta, Antimo Rondello, Pasquale Salzillo, Alessandro Tartaglione, Antonio Tartaglione, Lina Tartaglione, Giovan Battista Valentino, Francesca Tortora, Paola Foglia ed Anna Arecchia.

Ne è nato un battibecco con la stessa presidente Letizia: “Lei sta commettendo un abuso”, ha tuonato Abbate che si è rifiutato di spegnere il microfono impedendo così ad altri di prendere la parola. Nel frattempo le dimissioni sottoscritte dinanzi al notaio sono state protocollate (numero protocollo 51997 del 30 settembre 2022).

 

 

Ad annunciare la fine dell’amministrazione è lo stesso primo cittadino Antonello Velardi  del quale si riporta uno stralcio di dichiarazioni “Oggi è il mio ultimo giorno da sindaco di Marcianise, come vi avevo preannunciato. Quattordici consiglieri comunali – 11 di opposizione e 3 di maggioranza – hanno comunicato di aver sottoscritto un documento di dimissioni che sarà presentato in consiglio comunale, stasera stessa. Finisce un lungo ciclo che è politico ma anche personale: ho provato a dare un contributo per la crescita della mia città, non me l’hanno fatto fare. Non ho alcun rimpianto personale: ho fatto ciò che era giusto fare, e cioè non cedere mai di fronte a questioni non negoziabili. Non ho mai ceduto in tutta la mia vita, non potevo derogare proprio adesso per conservare la poltrona. La mia visione della città non è la stessa di quella dei 14 consiglieri che mandano a casa me e la mia amministrazione. Ci sarà tempo di riflettere; certamente colpisce la circostanza che a Marcianise i sindaci vadano via anzitempo, fatte poche eccezioni. Per la città è certamente un trauma, si spezza di nuovo la trama delle cose da fare e molte di esse non potranno più essere riprese. Pazienza, questo è il legname che galleggia. Mi permetto di aggiungere che la città sta molto più avanti della politica, questo è certo. Ringrazio tutti i miei compagni di viaggio, amministratori e dipendenti comunali. Li ringrazio per il lavoro svolto, senza mai risparmiarsi e con grande spirito di servizio. Personalmente mi fermo qui, ho il diritto ora di badare a me stesso e ai miei cari: li ho trascurati. Ringrazio quelli che già ora mi dicono di riprovare, ma sono costretto a deluderli: ho pagato un prezzo troppo alto e la vita è una sola. Ringrazio la mia gente, chi mi è stato vicino, chi ha creduto in me. Il mio pensiero, ora, stasera, va agli ultimi: saranno sempre più ultimi, questo modo di intendere la politica a Marcianise li condanna alla perenne emarginazione”.