Marcianise. Nella giornata di ieri 4 agosto , nel tratto provinciale Maddaloni- Marcianise, si e’ sviluppato un incendi Vi scrivo queste poche righe in una serata per me indimenticabile mentre sono ancora al lavoro con la polizia municipale per le drammatiche conseguenze dell’incendio di grandi dimensioni sviluppatosi nel pomeriggio alla periferia di Marcianise, verso Maddaloni.
Questa l’analisi precisa e pure appassionata del Sindaco Antonello Velardi che ha partecipato alla intera operazione di spegnimento delle fiamme.
” Sono una cinquantina i vigili del fuoco intervenuti per circoscrivere le fiamme che hanno interessato una scarpata, un’area a ridosso piena di rifiuti pericolosi e un deposito di automezzi attigui dove sono andati a fuoco mezzi e baracche tra cui un’autobotte.
Sul posto stanno facendo adesso i rilievi gli addetti di una squadra d’emergenza dell’Arpac che ringrazio: hanno difficoltà a respirare pur con le mascherine.
I miasmi continuano a fuoriuscire. All’interno del deposito ci sono le abitazioni dei proprietari e di altre persone che vivono lì e che si sono barricate dentro. Sulla scorta delle prime osservazioni dell’Asl e per tutelare la salute delle persone, messa gravemente a rischio, sto per firmare l’ordinanza di evacuazione dell’area.
Nel corso della notte sarà notificata ai diretti interessati, speriamo che non occorrerà l’uso della forza.
Ho appena avvertito la prefettura. Per parte nostra, stiamo facendo accertamenti sull’area adibita a parcheggio di tir e altri mezzi, andata parzialmente a fuoco. Risulta non autorizzata.
Sì, avete letto bene: non era autorizzata, il Comune aveva espresso il suo diniego all’esercizio di qualsiasi attività. L’abitazione interna, che sarà nella notte evacuata, risulta completamente abusiva con ordinanza di abbattimento.
Non è finita: la società che gestisce tutto il complesso risulta presieduta da un cittadino albanese, ufficialmente residente in via Paolo De Maio, che è irreperibile. Lo stiamo cercando ma non si trova: anche stasera sul tardi abbiamo fatto un altro sopralluogo in via De Maio, i residenti allo stesso civico ci dicono di non averlo mai visto. Domattina assuneremo altri provvedimenti ad horas.
Sorvolo sulle intimidazioni che ho ricevuto nel pomeriggio quando mi sono recato sul luogo della tragedia, preannunciando la mia doverosa linea dura.
E sorvolo sulle minacce che mi arrivano via Facebook: non mi spaventano! Qui nessuno è abituato a pagare, con me hanno sbagliato palazzo. Su quest’ennesimo disastro ambientale non faccio sconti a nessuno, a nessuno. Sappiano tutti che gliela farò pagare, come è giusto che sia. Non ho paura degli albanesi, devo difendere la mia città: venissero a prendermi, troveranno pane per i loro denti.
Ciò che sta avvenendo in questi giorni, con molte chiacchiere e con molta voglia di continuare a praticare vecchi andazzi, è vergognoso. Chi sta avvelenando Marcianise deve scomparire, deve pagare e pagherà. Vi terrò aggiornati su tutto.
Vi ribadisco solo in chiusura che sconti non se ne fanno, e oggi pomeriggio ho fatto notificare una mia ordinanza ai vertici di Invitalia per l’incendio all’ex Saffa. Dovranno essere fatti lavori urgente, è stato un disastro anche lì. E quest’è. Mi faccio sempre la solita domanda: dove sono capitato? Perché questa città è precipitata in questo tunnel? Perché qui tutti hanno fatto e vorrebbero continuare a fare i loro porci comodi? Perché? Perché hanno voluto ammazzare la mia città? È una delle notti più buie da quando sono sindaco: mi brucia la gola e mi sale un grande senso di tristezza. Non dormirò, ma non per il caldo. È il vuoto che mi abbatte”.
Durante la notte sono state in azione altre due squadre dei vigili del fuoco che hanno cercato di bloccare gli ultimi focolai.
” I primi accertamenti – spiega il Sindaco Velardi- vanno fatti vanno in un’unica direzione: l’incendio è doloso, ci sono anche tracce chiare di come si sono propagate le fiamme.
Spero che gli accertamenti vadano avanti con rapidità e rigore. La polizia municipale ha notificato poco dopo l’una di notte l’ordinanza di evacuazione dei luoghi, ma i residenti in zona si sono rifiutati di andare via. Un atteggiamento che ho segnalato poco fa in prefettura dove la vicenda viene seguita passo passo: ringrazio molto il prefetto vicario che non ci ha lasciato mai soli neanche ora, di notte. Per la cronaca: non c’è ancora alcuna traccia dell’albanese (testa di legno) che guida la società proprietaria dell’area di parcheggio. Una città intera avvelenata e lui, l’albanese, che non si trova. Boh, non ci capisco. Ma attendo”
Le ultime squadre dei vigili del fuoco hanno lasciato il luogo della tragedia intorno alle ore 4.00 del 5 agosto 2017.
“È stata scaricata molta schiuma anche se i miasmi continuano a fuoriuscire- continua Velardi – Domattina interverrà sul posto anche la squadra di esperti anti-batteriologici dei pompieri per dei controlli particolari, in aggiunta all’Arpac.
Ho appena effettuato un giro per Marcianise: ci sono aree della città in cui è chiara e forte la puzza di bruciato che proviene dal luogo della tragedia. La notte è caldissima, le finestre sono aperte e questa puzza assale le case. Mi verrebbe la voglia di spaccare il mondo. Ribadisco quanto vi ho già scritto: l’incendio è doloso, l’hanno appiccato. E ora mi dicono di guardarmi le spalle soprattutto dopo gli attacchi che ho fatto agli albanesi. Non so se devo davvero preoccuparmi, so però che in un Paese serio non ci affida ad un albanese per gestire un’azienda che – chissà come – poi va a fuoco, dolosamente secondo i vigili, inquinando una città intera. Ribadisco: dolosamente”.