Mastodos in finale nel torneo Opes “Città di Caserta”. Quando una squadra non è solo calcio.
Di Fiore Marro
Caserta 29 giugno 2018
Non è di buon auspicio, almeno per quel che mi riguarda e per le mie scaramanzie, parlare prima di una finale, prima di affrontarla, perché per esaltare una mia squadra ( sono nello staff tecnico dei Mastodos) ho sempre ritenuto fosse più opportuno parlarne a fine corsa e mai durante lo svolgimento del torneo, mai come adesso, alla vigilia della finale. Si deve però purtroppo farlo, perché nel frattempo è accaduto che, l’asse portante, il capitano, il riferimento per tutti noi, sia per i compagni in campo che per noi dello staff tecnico, causa infortunio subito nella semifinale di calcio dell’edizione Città di Caserta a cura della Opes, non sarà della partita , quella della finale, quella importante e che da minimo 3 anni stiamo inseguendo, un poco tutti, il sottoscritto, mister Antonio Russo, lo “zoccolo duro” del gruppo, Aurelio e Giuliano Mattiello, Fede Fonzino, Vincenzo Palumbo, Stefano Romano, Alessio D’Anna,Michele Cianciola, il gruppo che vidi iniziare questa avventura, quando Mister Russo mi chiamò al suo fianco, per affrontare assieme questa nuova, splendida avventura calcistica, appunto 3 anni or sono, ragazzi, amici, compagni di vita che sono partiti da una dimensione di semplice “calcio a un pallone” a una vera nozione di squadra, vera nel senso dell’idea di ciò che si voleva, alla fine di una partecipazione, cioè vincere, ed è questo che man mano che si affrontavano i vari tornei, è sempre più cresciuto nella mentalità di tutti, al punto che siamo finalmente giunti a una fatidica finale, noi senza speciale pedigree, senza un passato da “grandi firme”, con un capo coach che non si era mai cimentato prima su una “panchina” , che ha trasmesso assieme al capitano, quella voglia, quella volontà, quella passione che comunque era già insita nella mente e nelle gambe di tutti gli altri, forse non nei piedi di tutti, ma la passione e l’abnegazione talvolta sono “piedi” migliori della strumento stesso. Si giocherà per vincere la finale anche per il capitano, il mio Tatanka, come dalla panchina, in questi anni ho spesso incitato così Peppe Russo, per la forza che trasmette, il coraggio e talvolta quel pizzico di follia che serve in certi frangenti di gara, per sovvertire il momento negativo, giocheremo per la gloria personale certo, per annoverare nel libro dei ricordi personali che poi nel tempo farà diventare sempre più dolci, come spesso capita quando si raccontano le memorie, omettendo gli sbagli, le litigate, qualche fuga vigliacca e esaltando il gesto, il momento, la battaglia, l’aneddoto divertente, l’abbraccio infantile e virile in campo e negli spogliatoi, un momento indelebile per chiunque ha vissuto un esperienza del genere. Il torneo ci ha visti soccombere una sola volta, più per motivi di “testa” che per altro, quel giorno, forse era meglio non giocarla, per come eravamo scarichi, ma la sconfitta è comunque servita per riaccendere la spia rossa dell’attenzione, che poi ha dato i suoi frutti nei quarti di finale, contro la squadra Architetti, sonoramente battuti per 7 a 3, in una gara che non ha mai avuto storia, troppo forte il divario tra le due formazioni e non solo per questioni anagrafiche, anzi di solito i “grandi” danno l’esempio di come ci si comporta in campo, cosa che quella volta non avvenne, tra minacce di “entrate assassine” e lamentele per qualche dribbling di troppo ; ma il clou da film è accaduto in semifinale, contro i fortissimi Family, dove appunto Russo Jr si è infortunato, una vittoria ottenuta ai rigori, una partita molto equilibrata contro la compagine dell’ ASD Family calcio, squadra molto dotata atleticamente e ben organizzata dal punto di vista tattico, abbiamo sopperito con la tecnica individuale di qualcuno dei nostri. La gara è stata preparata lavorando sulla densità, peculiarità delle due compagini, nonostante i nostri Mastodos tengono il pallino del gioco, passano in vantaggio i Family, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, dopo pochi minuti arriva il meritato pareggio a opera di Antimo Ammaturo, che tecnicamente è sicuro una spanna sopra gli altri, il gol è un pregevole pallonetto ad incrociare sul lato opposto del portiere, tutto ciò all’ultimo minuto del primo tempo. Purtroppo a 20 minuti dalla gara, il già evidenziato infortunio di Russo, che lo terrà lontano dai campi per quasi un mese, incidente causato da un tentativo di conclusione dalla distanza, la posizione malmessa del piede d’appoggio, gli ha procurato una distorsione alla caviglia, un in bocca al lupo a lui, di una velocissima guarigione. Nel secondo tempo, passiamo in vantaggio a pochi minuti dal termine sugli sviluppi di calcio da fermo. Punizione battuta da Fabiano Fonzino, che imbecca sul secondo palo Giuliano Mattiello, che in semi rovesciata supera il portiere avversario, interviene d’istinto sulla linea di porta, Jacopo Isernia che insacca in rete, un gol di squadra da manuale del calcio. Purtroppo nei minuti di recupero, gli avversari s’inventano il gol dell’anno, con una bordata da 30 metri nell’incrocio dei pali, gol realizzato dal migliore dei loro,riuscendo così a portare la gara in parità, che si trascinerà fino ai calci di rigore, dopo i supplementari. Finisce ai rigori, 5-3 per noi, i gol dei nostri sono di Fabiano Fonzino, Antimo Ammaturo , Federico Fonzino , Nicola Motta e l’ultimo decisivo viene realizzato da Jacopo Isernia. La parata di Checco Raucci sul quarto rigore loro è stata decisiva per il risultato finale. Siamo in finale dopo 8 gare, vincendone 6 regolari e una ai rigori, abbiamo realizzato 23 reti, 7 dal capocannoniere della squadra Andrea De Blasi, 2 fatte dal più giovane iscritto al torneo Andrea Marro ( classe 2001), 2 da Peppe Garofalo che invece è il decano del gruppo, ne abbiamo subite 12 grazie alla bravura di Russo e di Ciccio Vigliotti arcigno difensore d’altri tempi, siamo meritatamente in finale contro i fortissimi avversari del Real Mandrill, una squadra di medici e esperti nutrizionisti, si giocherà giovedì 5 luglio alle 20.30, al campo sportivo Benedetta Ferone di Casolla (Ce), venite a supportarci e che vinca il migliore.
