Medico militare originario di Caserta mentre era in malattia esercitava privatamente. Condannato a 117mila euro di risarcimento

La vicenda nasce nel 2006 quando era stato assegnato al Centro di Foligno. Mentre risultava in malattia svolgeva regolarmente, presso il proprio studio medico, l’attività di medico convenzionato con l’ASL Caserta 1. Come se non bastasse, il professionista, convinto che non sarebbe mai stato scoperto, aveva anche vinto “una selezione pubblica di reclutamento di personale presso il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura della salute mentale a Caserta” (salvo poi vedersi revocato l’incarico).

Medico militare originario di Caserta, in servizio a Foligno presso il Centro Nazionale di Selezione e Reclutamento dell’Esercito, risultava in malattia da circa due anni mentre, invece, svolgeva regolarmente, presso il proprio studio medico, l’attività di medico convenzionato con l’ASL Caserta 1. Come se non bastasse, il professionista, convinto che non sarebbe mai stato scoperto, aveva anche vinto “una selezione pubblica di reclutamento di personale presso il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura della salute mentale a Caserta” (salvo poi vedersi revocato l’incarico).

Come sia stato possibile “frodare” il sistema è presto detto: “Il medico era stato assegnato nel 2006 al Centro di Foligno “presso il quale presentava una prima domanda di venti giorni di congedo per malattia, cui faceva seguito tutta una serie reiterata di analoghe richieste, sempre accompagnate da certificati medici, per giustificare la propria assenza dal servizio per malattia” si legge nella citazione della Procura contabile.

L’Assenza per malattia si prolungava per due anni, senza che il medico “ avesse mai di fatto prestato servizio presso il Centro di Foligno”, tanto che a giugno del 2008 “veniva posto in congedo per infermità”. Purtroppo per lui, l’assenza prolungata aveva fatto sorgere in primi sospetti, tanto che, dopo una serie di indagini, l’uomo veniva denunciato dalla Procura Militare.

Al termine del processo, i Giudici contabili gli hanno presentato il conto (salato) e lo condannato “al pagamento di 117.747,48 euro in favore dell’Amministrazione della difesa”. Tuttavia deve ancora ritenersi fortunato in quanto non è stato dato corso, invece, alla richiesta di 20.000 euro per danno all’immagine e di altri 20.000 euro per danno da disservizio perché la sua assenza avrebbe richiesto un aggravio del carico di lavoro tra i due medici presenti.