di Maria Perillo
SUD. A seguito dei fatti accorsi il 24 agosto a piazza dell’ Indipendenza a Roma, il Ministro dell’ Interno Marco Minniti pensa di destinare ai migrati i beni confiscati alle mafie.
La misura discussa in sede di riunione tecnica prevederebbe l’assegnazione di queste strutture al reinserimento dei migrati per la relativa integrazione attraverso programmi destinati.
Ma il Viminale frena, preoccupato dagli effetti al sud, dove gran parte delle strutture, decine di migliaia, sono concentrate.
Campania e Sicilia ne detengono il numero maggiore.
Le strutture sono spesso importanti e, all’atto della confisca, si prevedeva di destinare il loro utilizzo alle varie comunità locali.
La questione accoglienza si collega a problematiche importanti legate alla questione abusivismo edilizio e smaltimento rifiuti.
Ci si chiede poi se, proprio quelle strutture, non rischierebbero di diventare l’esatto contrario di un luogo di integrazione ma piuttosto delle periferie dense di ogni sorta di disagio precario.
Si terrà la prossima settimana l’incontro tra il Ministro ed il presidente dell’ A.N.C.I. (associazione nazionale comuni italiani), per stabilire come applicare le norme di direttive già esistenti da tempo.
18 milioni erano già stati stanziati per la riqualifica di queste strutture. La stessa Unione Europea aveva stanziato 50 miliardi.