di Teresa DE FALCO Studentessa Corso Sirio ” Isiss Stefanelli ” e di Antonio CERBO e di Giovanna PAOLINO Docenti Corso Sirio
Mondragone. Procedono senza sosta le riprese del film ” Il Mondo Capovolto” diretto dal Regista , nonche’ Autore ed Attore, Pietro Ciriello, il quale, nei giorni scorsi , dopo aver girato gli esterni al Belvedere di San Leucio , ha trasferito il set a Mondragone ed , in particolare, in Piazza Umberto I .

” Il film – spiega Pietro Ciriello – e’ ambientato nel periodo storico compreso fra il 1760 ed il 1796 nel periodo in cui a San Leucio Ferdinando IV di Borbone , Re delle Due Sicilie, sperimentò un mondo capovolto , cioe’ il primo esempio di repubblica socialista della storia moderna”.

” Il progetto – continua il Regista- intende restituire all’ Utopia Ferdinandea la sua territorialita’ che , oltre San Leucio di Caserta, si estendeva all’intera provincia di Caserta fino a Mondragone . Si pensi che da manoscritti, dei quali siamo venuti in possesso, e’ emerso che il Re Ferdinando IV era solito venire a pescare a Mondragone accompagnato dalla famiglia Esposito. E, molto probabilmente, in questo mare stupendo ed in questa vegetazione rigogliosa , egli ha concepito la Costituzione di San Leucio-Ferdinandopoli, ispirati ai principi di uguaglianza, solidarietà, assistenza, previdenza sociale, diritti umani, e fondata su 3 pilastri che andavano a capovolgere il sistema sociale e culturale fino ad allora costituito : l’educazione veniva considerata l’origine della pubblica tranquillità; la buona fede come prima delle virtù sociali; e il merito la sola distinzione tra gli individui”.
Intanto, venerdi’ 18 maggio 2018, sulla spiaggia di Mondragone , presso il lido- ristorante Jarama di Emilio Di Nardo , coproduttore del film , e con la fotografia di Luca Fastampa , sono state girate le riprese relative alle sortite di pesca di Ferdinando IV nel mare di Mondragone : una barca antica di pescatori guidata proprio dai discendenti di quella stessa famiglia Esposito che era solita ospitare il Re sulla riviera domiziana.
” Il film – continua Pietro Ciriello – coinvolge attori e migliaia di comparse motivati da entusiasmo e buona volonta’ ma che in ogni caso non sono professionisti del settore : questo richiede un maggiore impegno da parte nostra ed una piu’ intensa e serrata coordinazione delle riprese. In ogni caso , abbiamo ricostruito il periodo storico con meticolosa precisione : dai costumi al trucco, dagli edifici storici alle scenografie e agli arredi degli interni , in una ricerca certosina e paziente di tutto cio’ che rappresentasse in modo veritiero quella coinvolgente epoca culturale e sociale che si e’ sviluppata in seno al nostro territorio”.
Dallo scorso 10 aprile , dunque, Pietro Ciriello sta guidando la troupe di ” Un Mondo Capovolto ” nei posti piu’ suggestivi della provincia di Caserta : dal sito di San Leucio a Mondragone in un progetto di riqualificazione storica che coinvolge l’intero territorio di Terra di Lavoro.
” Ci sono state scene piu’ difficili da girare – spiega il regista- per la disposizione urbanistica ed architettonica degli esterni : come al Belvedere di San Leucio e come nel centro storico di Mondragone . Ha richiesto maggiore impegno anche la ripresa della battuta di pesca di Ferdinando IV al largo delle acque di Mondragone con i discendenti della famiglia Esposito”.

Soddisfatto del progetto anche il co-produttore del film , l’imprenditore Emilio Di Nardo , titolare del noto Lido, nonche’ ristorante- pizzeria , Jarama sito a Mondragone. Proprio sul suggestivo Lido Jarama si svolgera’ la prima del film ” Il Mondo Capovolto” il prossimo 2 luglio.
” Ho abbracciato sin dall’inizio il progetto di Pietro Ciriello – ha dichiarato Emilio Di Nardo – in quanto ritengo che esso rappresenti uno strumento efficace di divulgazione e di conoscenza del nostro territorio oltre che di valorizzazione dello stesso”.
Emilio Di Nardo e’ uomo di impresa e i fatti dimostrano in modo evidente il suo amore ed il suo impegno sociale ed economico per questa terra .
” Dobbiamo impegnarci per far si’ che i nostri giovani non siano costretti ad andare via da Mondragone – continua- ma attivare tutti i canali che consentano di loro di vivere nella loro terra. Conoscere la storia della stessa ed irrogare le radici della consapevole cittadinanza e’ un modo per rinsaldare legami emozionali e culturali con il territorio”.
” Il progetto di Ciriello – conclude Di Nardo – e’ uno zoom sulla storia ma anche sulle risorse artistiche e culturali della nostra provincia ed, in particolare, della nostra costiera : credo fortemente in questa iniziativa coraggiosa che si propone come ambasciatrice di una terra meravigliosa. La nostra scommessa e’ quella di restare qui “.